SOCIETA’. Commissione Ue propone codice di condotta per gli aiuti allo sviluppo

Un codice di condotta per migliorare la ripartizione dei compiti tra i donatori Ue di aiuti allo sviluppo che conterrà i principi per migliorare il coordinamento delle attività dei donatori ed erogare gli aiuti in maniera più rapida ed efficace. E’ la proposta della Commissione Europea che propone alcune linee guida che mirano a garantire una presenza globale e più regolare dell’Ue nel terzo mondo.

Oggi – precisa una nota – troppi donatori si concentrano in paesi in cui si registrano i maggiori successi, come il Vietnam, mentre troppo spesso si lasciano da parte i paesi più fragili, come la Repubblica Centrafricana. La Commissione propone, perciò, che tutti i donatori Ue riservino almeno una parte del bilancio destinato agli aiuti a paesi "sotto-finanziati" o trascurati.
"Gli aiuti devono essere utili, non devono trasformarsi in un onere – ha dichiarato Louis Michel, commissario europeo per lo sviluppo e gli aiuti umanitari – Dobbiamo ridurre le formalità burocratiche e ripartire meglio i compiti all’interno dell’Ue. Il codice di condotta che la Commissione propone oggi – ha aggiunto il commissario – si basa sulle migliori pratiche. Permetterà di far affluire risorse laddove sono più necessarie in modo tale da contribuire più efficacemente alla lotta contro la povertà".

Ma il solo aumento dei fondi non basta. Quello che i paesi in via di sviluppo richiedono oggi è un’erogazione più rapida ed efficace degli aiuti, meno formalità burocratiche e un miglior coordinamento delle attività dei donatori. In Tanzania, per esempio, sono in corso oltre 600 progetti nel campo dell’assistenza sanitaria, la maggior parte dei quali riguarda la lotto contro l’Hiv/AIDS. In Kenya, 20 donatori forniscono contemporaneamente medicine acquistandole attraverso 13 differenti fonti di approvvigionamento. L’efficace ripartizione dei compiti, introdotta dal codice volontario di condotta, porrà fine a situazioni di questo genere.

 

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