SOCIETA’. Con i pagamenti elettronici si combatte il sommerso. Studio Visa Europe

Con oltre il 22% del Pil, il sommerso in Italia raggiunge quota 335 miliardi di euro e "regala" all’Italia il primo posto, tra i primi 15 Paesi dell’UE, per percentuale di sommerso rapportato al Pil. Ma c’è una notizia positiva: la diffusione dei pagamenti elettronici può arginare questo fenomeno. E’ quanto ha dimostrato uno studio di Visa Europe sull’economia sommersa in Europa e sull’incidenza di questo fenomeno sulla crescita dei paesi. Il fenomeno del sommerso ha degli elementi comuni in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ma esistono dei fattori peculiari per ogni sistema economico. Dalla ricerca emerge, infatti, che in Italia le principali ragioni connesse alla diffusione di tale fenomeno sono da ricercarsi in un sistema di tassazione particolarmente sfavorevole e nel forte radicamento del crimine organizzato nel tessuto economico. Per sua stessa natura, il contante è uno dei principali elementi per lo sviluppo dell’economia sommersa perché è semplice da usare e difficile da rintracciare e lo studio di Visa Europe evidenzia che quanto più sono diffusi i pagamenti elettronici all’interno di un paese, minore è la dimensione dell’economia sommersa.

"La pluriennale esperienza di Visa Europe – ha spiegato Davide Steffanini, Direttore Generale di Visa Europe in Italia – ci fa affermare con certezza che se in Italia l’uso del contante fosse ridotto al livello dei paesi che ne fanno l’uso più limitato, si realizzerebbe un immediata riduzione dell’economia sommersa ed un risparmio di alcune decine di miliardi di euro, con un beneficio per il sistema paese e per la nostra economia in generale".

Il sommerso è un fenomeno strettamente connesso al lavoro nero che riguarda in particolare i settori della coltivazione diretta, dell’edilizia e, più in generale, tutti quei settori che prevedono l’utilizzo di stagionali o di lavoratori occasionali, e tutti quei servizi di assistenza alla persona per i quali è comune in Italia assumere lavoratori stranieri presso le famiglie. Una maggiore diffusione dei pagamenti elettronici consentirebbe di intercettare i pagamenti di piccolo importo che al momento sfuggono al controllo delle autorità. L’utilizzo più diffuso delle carte di pagamento permetterebbe di tenere traccia dei movimenti di danaro, circoscrivendo il fenomeno del sommerso e arginandolo ad aree più ristrette dell’economia.

Il Direttore Generale di Visa Europe in Italia ha spiegato che per diffondere maggiormente i pagamenti elettronici si può intervenire a livello governativo, con una stretta sui pagamenti in contante a livello legislativo, e con l’incremento del numero di dispositivi abilitati ad accettare carte nella pubblica amministrazione. "Sul fronte delle banche e delle società che gestiscono i sistemi di pagamento elettronico, quale Visa Europe, le aree principali su cui lavorare per favorire la riduzione dell’uso del contante a favore dei pagamenti elettronici sono quelle dei pagamenti da persona a persona, dei cosiddetti low value payments, ossia le transazioni di piccolo importo, dei pagamenti realizzati dalla Pubblica Amministrazione e, attraverso la diffusione delle tecnologie che permettono l’accettazione ovunque delle carte di pagamento e l’utilizzo quotidiano delle carte stesse – ha proseguito Steffanini – Per quanto riguarda Visa Europe, in Italia stiamo implementando soluzioni sempre più user friendly e sicure, come ad esempio nuovi tipi di carte prepagate e le carte combinate con la tecnologia contactless, che permettano ai consumatori di scegliere di utilizzare le carte di pagamento per le spese di tutti i giorni, e ci stiamo impegnando – ha concluso Steffanini – affinché esistano le condizioni perché le carte siano favorevolmente accettate in tutti i settori commerciali inclusa la Pubblica Amministrazione".

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