SOCIETA’. Conferenza Confservizi, ricerca su aziende e consumatori: diversa percezione su qualità

I ricercatori l’hanno chiamato "strabismo percettivo". Di fronte ai servizi pubblici, aziende e cittadini rivelano una percezione completamente diversa, per cui risulta sbilanciata la considerazione sulla capacità delle tariffe di coprire i costi di gestione dei servizi come pure la percezione della qualità dei diversi servizi – in questo caso, le aziende tendono a essere più ottimiste e pensano che i cittadini siano più contenti del servizio offerto (nel campo dell’igiene ambientale, dell’illuminazione pubblica, dell’erogazione dell’acqua e del gas) rispetto a quanto essi davvero siano.

È il quadro di sintesi che emerge dalla ricerca "I servizi tra aziende e cittadini: un caso di strabismo percettivo", realizzata da ASSIRM, l’Associazione tra Istituti di Ricerche di Mercato Sondaggi di Opinione Ricerca Sociale (che ha coordinato il lavoro di 8 istituti) in occasione della III Conferenza nazionale dei servizi pubblici locali Confeservizi. Risultato: "A volte i cittadini sono più ottimisti nei confronti dei servizi pubblici locali di quanto le stesse aziende che li gestiscono siano portate a credere. Capita così – scrivono i ricercatori – che sia proprio chi paga le bollette, piuttosto che chi le incassa, a ritenere che il prezzo dei servizi non sia poi eccessivo".

I cittadini favorevoli a una gestione totalmente pubblica o mista dei servizi sono il 71% per il trasporto pubblico, il 73% per i rifiuti, l’80% per l’acqua, con una percentuale molto più elevata delle aziende (rispettivamente 49%, 59% e 76%).

La ricerca per la prima volta ha posto "a specchio" alle aziende che forniscono i servizi le domande rivolte ai cittadini. Rileva l’indagine: "Le aziende che forniscono i servizi si dimostrano pessimiste per quanto riguarda le tariffe: il 54% dei cittadini pensa che le tariffe pagate per l’igiene ambientale coprano la gestione e la fornitura del servizio, mentre l’87% delle aziende ritengono che i cittadini siano convinti che i costi di servizio siano coperti dal gettito delle tariffe. Così succede anche per il trasporto pubblico (32% cittadini, 49% aziende), l’illuminazione pubblica (39% cittadini, 79% azienda), l’erogazione dell’acqua (58% cittadini 81% aziende) e l’erogazione dell’energia elettrica (61% cittadini, 79% aziende)".

Sulla qualità dei servizi il quadro si ribalta: "il 79% delle aziende nel trasporto pubblico – rileva l’indagine – pensa che i cittadini siano contenti del servizio, mentre in realtà solo il 54% degli intervistati si ritiene soddisfatto. Gli stessi risultati si notano anche per gli altri servizi: igiene ambientale (86% aziende, 63% cittadini), illuminazione pubblica (84% aziende, 77% cittadini), erogazione dell’acqua (96% aziende, 84% cittadini), erogazione del gas (100% aziende, 88% cittadini), mentre per quanto riguarda l’erogazione dell’energia elettrica i cittadini soddisfatti del servizio sono il 93% e le aziende si fermano a una percezione dell’84%".

La ricerca è stata fatta prima dei referendum e ha voluto indagare la gestione dell’acqua tra pubblico e privato. Così, "per il 44% dei cittadini le aziende del trasporto dovrebbero essere gestite da enti completamente pubblici, il 45% pensa che debbano essere pubblici i servizi di igiene ambientale, l’erogazione del gas dovrebbe essere pubblica per il 43%, l’illuminazione per il 49%, l’energia elettrica per il 46% e l’erogazione dell’acqua dovrebbe essere pubblica per il 56%, dato che – concludono i ricercatori – riflette il quorum raggiunto dai referendum, in particolare dai quesiti proprio sull’acqua".

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