SOCIETA’. Confesercenti-Ispo: crisi, per 9 italiani su 10 il peggio non è ancora passato

Gli italiani continuano a essere preoccupati, e molto, della crisi economica. In 9 su 10 pensano che il peggio non sia affatto passato. Oltre la metà ritiene che fra un anno la situazione economica italiana sarà ancora negativa. 7 italiani su 10 temono di perdere il proprio lavoro. Detto questo, c’è qualche spiraglio di ottimismo sulle previsioni della propria situazione familiare, se è vero che il 57% ritiene che questa sarà positiva.

I dati vengono dall’ultima rilevazione Confesercenti-Ispo: "Se nell’ottobre 2009, data di inizio del sondaggio periodico, per l’87% il peggio non era passato, attualmente quella percentuale resta immutata. Probabilmente, anche a causa degli eventi internazionali, il livello di preoccupazione per la situazione economica italiana resta molto elevato: passa dal 91% di ottobre 2009 al 97% di oggi. Percentuale che si ripete rispetto ai timori per il mercato del lavoro (97%)".

In particolare, interrogati sul livello di accordo con l’espressione "il peggio della crisi sembra davvero passato", solo l’11% degli italiani si dichiara d’accordo (diviso fra chi è abbastanza d’accordo e chi, solo il 2%, è molto d’accordo) mentre l’87% del campione esprime disaccordo (ripartito in questo modo: 57% per nulla d’accordo e 30% poco d’accordo).

Per circa un terzo degli italiani (32%) fra un anno la situazione economica italiana avrà "una lieve ripresa" – da notare che nessuno pensa che ci sarà "una forte ripresa". Il 24% degli intervistati afferma invece che ci sarà un peggioramento – lieve per il 18%, forte per il 6%. Per tutti gli altri, la situazione in bene o in male non cambierà: questa sarà infatti "invariata, cioè positiva come ora" per l’11% degli intervistati; "invariata, cioè negativa come ora" per un buon 30%. Fra i "fiduciosi" -rileva il sondaggio – spiccano imprenditori, lavoratori autonomi e studenti. Per aree geografiche i più speranzosi in una ripresa sono gli abitanti del centro Italia, poi viene il Nord Ovest, il Nord est, chiude il Sud.

Sulle famiglie c’è un dato positivo: diminuisce di 5 punti percentuali rispetto al marzo scorso (dal 14% al 9%) la quota di nuclei familiari nei quali qualche componente ha perso il lavoro. E diminuisce, rispetto a marzo 2011, il numero di famiglie che dichiara di esser stata coinvolta dalla crisi dal punto di vista lavorativo. Il 70% degli intervistati è però preoccupato per il proprio posto di lavoro, e un italiano su tre si dichiara molto preoccupato. Spiega Confesercenti: "Lo sono più le donne degli uomini, più i lavoratori dipendenti con basse qualifiche che gli imprenditori, più coloro che hanno bassi titoli di studio rispetto a diplomati e laureati. E sul piano regionale ancora una volta i più allarmati si trovano nelle realtà meridionali, mentre sembra che la situazione migliori più nettamente nel nord ovest". L’82% delle famiglie esprime preoccupazione rispetto alla propria situazione economica (nel 2009 erano il 71%).

Alla domanda "come pensa che sarà la situazione economica delle sua famiglia fra un anno?", il 57% complessivamente indica che sarà positiva, contro il 34% che prevede peggioramenti. La ripartizione delle risposte, in particolare, indica che per il 33% degli intervistati la situazione sarà "invariata, cioè positiva come ora", mentre per il 24% sarà "abbastanza migliorata" – nessuno si spinge a dire però che sarà "molto migliorata". Allo stesso tempo, per il 24% del campione la situazione sarà "invariata, cioè negativa come ora"; per il 10% sarà peggiorata (per il 9% un po’, per l’1% molto peggiorata). Quest’ultimo dato sale, comprensibilmente, al 17% fra chi ha perso il lavoro o è in cassa integrazione. Si mantiene infine elevata la difficoltà espressa dagli italiani nell’accesso al credito: la pensava così il 55% ad ottobre 2009, ma questa percentuale sale ora al 67%.

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