SOCIETA’. Confesercenti-Ispo: per l’83% degli italiani la crisi c’è ancora

Per gli italiani la crisi c’è ancora. L’83% si sente pienamente coinvolto dalla crisi: si tratta di circa 40 milioni di persone. Le differenze fra l’orientamento politico, nella percezione della crisi, non sono molto marcate. E in quasi un quinto delle famiglie c’è almeno un componente che ha perso il posto di lavoro, con un aumento dal 15% al 19%, pari a 4,6 milioni di famiglie. I dati sono stati resi noti oggi all’Osservatorio Confesercenti-Ispo.

Ha detto il presidente Confesercenti Marco Venturi: "Dal confronto fra il primo rapporto 2010 e quello dell’autunno 2009 emerge uno scenario non confortante: l’83% degli italiani si sente ancora coinvolto pienamente nella crisi. E che il peggio non sia del tutto passato lo pensano, sia pure in misura leggermente diversa, non solo gli elettori di centro-sinistra e quelli di centro-destra ma – fatto da non sottovalutare – anche quell’88% che si definisce "apolitico". L’unico segnale di controtendenza viene, per fortuna, dalle aspettative che prevedono un miglioramento della crisi economica fra un anno. I più ottimisti sono gli abitanti del Nord Ovest, così come i giovani appaiono i più speranzosi. Sempre alta, inoltre, la preoccupazione per il lavoro che tocca quota 92%. Un allarme che accumuna i dirigenti ed i professionisti con il timore di perdere il lavoro e i disoccupati che hanno paura di non ritrovarlo".

Il disagio è elevato soprattutto fra i disoccupati. La preoccupazione attraversa gli orientamenti politici senza grandi differenze: "Più accentuata a sinistra (90%) resta su livelli alti nel centrosinistra (85%) e nel centro (83%) per poi scendere ma non di molto nel centrodestra (78%) e nella destra (76%). E gli "apolitici"? Anche il loro barometro segna tempo brutto con un 88% appena inferiore al pessimismo dei sostenitori della sinistra. Lo stato di incertezza generale si riflette anche sulla percezione del contributo delle istituzioni in questo periodo di crisi che continua ad essere non molto avvertito nell’opinione pubblica".

I più preoccupati, rileva Confesercenti, sono dirigenti e disoccupati: i primi con il timore di perdere il lavoro, i secondi con quello di non ritrovarlo. La situazione economica della propria famiglia preoccupa due intervistati su tre. Su tutto, lo sguardo diventa più sereno quando si guarda al futuro: il 51% degli italiani, pari a circa 25 milioni di persone, intravede una ripresa entro un anno.

LINK: Gli italiani e la crisi

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