SOCIETA’. Confesercenti: libera apertura negozi favorisce solo grandi strutture

Il libero orario delle aperture dei negozi "finisce col favorire solo le grandi strutture commerciali. Questa volta non faremo finta di nulla e ci contrapporremo a questa decisione con determinazione e con forza. Non è così che si crea ricchezza e lavoro, anzi questo percorso brucerà occupazione, autonoma e dipendente, e favorirà un ulteriore impoverimento del tessuto urbano, con inevitabili conseguenze sul turismo". È quanto ha detto oggi il presidente Confesercenti Marco Venturi durante l’assemblea annuale, in un discorso che ha fatto il punto sullo stato dell’Italia in un periodo di crisi e di riforme più o meno annunciate.

Fra i diversi aspetti toccati da Venturi, non manca un corposo riferimento al federalismo. Questo, ha detto il presidente Confesercenti, deve essere sostenuto da un progetto in cinque punti: tagliare la spesa, ridurre la pressione fiscale sotto il 40% in tre anni a partire dal 2012, varare un progetto che preveda condizioni vincolanti per escludere dagli appalti società legate alla criminalità, puntare sullo sviluppo delle energie rinnovabili, aggredire il nodo criminalità per liberare il Mezzogiorno dal ricatto mafioso e dalla sua forte incidenza sullo sviluppo.

Il federalismo, ha detto Venturi, "non deve diventare occasione di altre spremiture che ignorano le difficoltà che già viviamo. Se il federalismo ha le gambe per attraversare un terreno molto accidentato, avrà successo e sarà utile a tutti gli italiani, se invece verrà utilizzato solo come bandiera politica, o peggio ancora se si caratterizzerà come portatore di nuovi prelievi come l’IMU, le addizionali IRPEF e altre imposte locali, non avrà vita lunga, anche perché noi ci metteremo di traverso. Il federalismo, purtroppo, è un veicolo programmato sull’utilizzo della leva fiscale – ha proseguito Venturi – e soprattutto le Province cercheranno legittimazione politica attraverso la spesa pubblica e quindi adopereranno tutti gli strumenti di prelievo a loro disposizione. Già ventinove Province hanno aumentato mediamente del 30% l’addizionale sulla RC auto. Quando arriveremo, e ci arriveremo presto, al 100% dell’utilizzo di questa leva, nelle tasche degli italiani ci saranno ben cinquecentocinquanta milioni di euro in meno. Purtroppo i Comuni non vorranno essere da meno ed useranno l’arma dell’addizionale IRPEF, che si trasformerà in un ulteriore scippo di cinquecento milioni. Infatti duemila Comuni hanno già dato il via libera all’aumento. La vera stangata, però, potrebbe arrivare dalle Regioni con l’incremento dell’addizionale IRPEF che potrebbe costarci ben cinque-sei miliardi".

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