SOCIETA’. Consiglio europeo lancia strategia per crescita e occupazione

"Negli ultimi due anni abbiamo affrontato la peggiore crisi economica mondiale dagli anni ’30 del secolo scorso. Tale crisi ha invertito la tendenza di molti progressi compiuti dal 2000. Adesso ci troviamo di fronte a livelli di debito eccessivi, crescita strutturale fiacca e disoccupazione elevata. La situazione economica sta migliorando ma la ripresa è ancora fragile". È quanto si legge nel documento conclusivo del Consiglio europeo, che ha discusso in questi due giorni la nuova strategia dell’Unione europea per l’occupazione e la crescita, concordandone elementi principali e obiettivi fondamentali. Il documento si sofferma inoltre sui cambiamenti climatici, per i quali viene sottolineata la necessità di "imprimere un nuovo impulso al processo di negoziato internazionale".

Sul versante crescita e occupazione, il Consiglio rileva che "le riforme strutturali sono essenziali per una ripresa forte e sostenibile e per preservare la sostenibilità dei nostri modelli sociali". L’Europa ha dunque bisogno di una nuova strategia "fondata su un miglior coordinamento delle politiche economiche, per creare maggiore crescita ed occupazione". Competitività, produttività, potenziale di crescita sono da incentivare.

Il Consiglio europeo – si legge dunque nel documento conclusivo – ha concordato gli obiettivi principali seguenti quali obiettivi comuni che guidano l’azione degli Stati e dell’Unione:

  • mirare a portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, anche mediante una maggiore partecipazione dei giovani, dei lavoratori più anziani e di quelli poco qualificati e una migliore integrazione dei migranti legali;
  • migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare allo scopo di portare al 3% del PIL i livelli d’investimento pubblico e privato combinati in tale settore;
  • ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% rispetto ai livelli del 1990; portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabili nel consumo finale di energia e puntare a un miglioramento del 20% dell’efficienza energetica; l’Unione si è inoltre impegnata a prendere la decisione di passare entro il 2020 a una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 a condizione che altri paesi sviluppati si impegnino in simili riduzioni e i paesi in via di sviluppo contribuiscano in funzione delle loro responsabilità e capacità;
  • migliorare i livelli d’istruzione, in particolare mirando a ridurre i tassi di dispersione scolastica e aumentando la percentuale delle persone che hanno completato l’istruzione terziaria o equivalente;
  • promuovere l’inclusione sociale in particolare attraverso la riduzione della povertà. Il Consiglio europeo ritornerà su questo tema nella riunione del giugno 2010.

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