SOCIETA’. Consumo consapevole, CSR e mobilità sostenibile: Comuni milanesi poco attrezzati

Nel campo del consumo consapevole, della responsabilità sociale e della mobilità sostenibile alcuni comuni della Provincia di Milano risultano essere ancora poco attrezzati, anche se dimostrano un buon e incoraggiante interesse verso questi temi. Lo rileva uno studio condotto dalla Provincia di Milano, dalla Camera di Commercio e da un gruppo di associazioni di consumatori guidato da Movimento Difesa del Cittadino (MDC). In particolare, la ricerca ha riguardato 32 comuni, tra cui il capoluogo Milano, sui 188 che fanno parte della Provincia. Un numero di amministrazioni esiguo – si precisa in una nota – nelle quali risiede però quasi il 50% della popolazione dell’intera provincia (circa 1,8 milioni di abitanti).

In particolare, la ricerca ha misurato l’interesse dell’ente locale di fronte ai vari temi oggetto dell’indagine. In una scala che va da 1 (minimo interesse) a 7 (massimo interesse) che ha misurato la disponibilità dell’ente locale ad apprendere e a promuovere tra i cittadini le questioni legate al consumo consapevole. Per Francesca Corso, Assessore alla tutela dei consumatori della Provincia di Milano l’indagine rappresenta "un primo passo per diffondere tra gli enti locali una maggiore sensibilità. Come Provincia di Milano accompagneremo i Comuni in questo percorso utile alla diffusione di una maggiore consapevolezza e responsabilità."

Lo studio ha registrato quasi sufficiente interesse (3,42) verso i temi legati alla responsabilità sociale, come la redazione di bilanci sociali e codici etici, un più che sufficiente interesse per i temi legati all’alimentazione (4,06), tra cui quella biologica e proveniente dal circuito del commercio equo e solidale, e a quelli della mobilità sostenibile (4,06).

Per quel che riguarda l’alimentazione, i comuni che hanno risposto hanno dimostrato un incoraggiante interesse a saperne di più e a darsi da fare per promuovere tra i cittadini la diffusione dei prodotti biologici e tipici (4,52), quelli del commercio equo e solidale (4,13) e ad individuare dei canali di comunicazione con i cittadini sull’alimentazione sana e di qualità (4,45). "Sul versante dell’alimentazione – ha affermato Lucia Moreschi, presidente lombardo di Movimento Difesa del Cittadino – i comuni possono e devono fare di più, per promuovere la sicurezza alimentare, l’uso di prodotti di qualità e biologici, attraverso le mense scolastiche e pubbliche".

In relazione alla Responsabilità sociale, anche se il 78,8% degli enti locali interpellati non è dotato di un ufficio adibito a tale scopo, la ricerca ha evidenziato esserci un’attenzione più che sufficiente (3,97) verso la stesura di un bilancio sociale, strumento che oltre a contabilizzare entrate e uscite, valuta anche l’impatto sul territorio e sulla comunità del governo della finanza locale. Sufficiente anche l’attenzione verso l’adozione di un codice etico da parte della pubblica amministrazione (3,94) e più che sufficiente la predisposizione degli enti locali a creare canali di comunicazione e scambio a questo proposito con i cittadini (4,34).

Un buon interesse a partecipare di più è stato, infine, dimostrato dai comuni sul fronte dei trasporti. Come? Attraverso percorsi formativi, alla progettazione e alla gestione del trasporto pubblico locale (5,0), un quasi analogo interesse a migliorare i canali di comunicazione con i cittadini (4,86) e una più che discreta attenzione verso iniziative utili a promuovere una mobilità più sostenibile (4,48).

Le associazioni che hanno partecipato al progetto sono: Movimento Difesa del Cittadino, Acea, Acu, Adiconsum, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Moica.

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