SOCIETA’. Contromanovra, le proposte del PD

La manovra finanziaria su cui la maggioranza ha trovato un accordo non sembra includere le parole liberalizzazione, né crescita. Il PD, che già aveva avanzato le sue proposte lo scorso 12 luglio, con un pacchetto di liberalizzazioni per stimolare la crescita del Paese, torna alla carica. Ieri sera al Senato ha presentato alcuni emendamenti per la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, per le professioni e per il settore del gas, per l’RC auto, i servizi bancari e la filiera petrolifera.

Una vera e propria contromanovra in cui si spiega, punto per punto, gli interventi da fare per rilanciare il Paese. Il PD precisa che per capire bene il peso che la manovra avrà sulle famiglie italiane bisogna ricordare gli interventi precedenti del Governo e cioè la reintroduzione dei ticket sanitari, la de-indicizzazione delle pensioni sopra i 1000 euro, l’azzeramento delle risorse per le politiche sociali, l’aumento delle accise sui carburanti, l’impoverimento della scuola pubblica e dell’università.

Sul tema delle pensioni, poi, l’atteggiamento del Governo resta ondivago ed è finalizzato solo a coprire esigenze occasionali di spesa non legate al welfare. L’intervento sugli enti territoriali è insufficiente e confuso sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi. In sostanza, si inasprisce la pressione fiscale su chi già paga. L’atteggiamento punitivo nei confronti dei dipendenti pubblici, attraverso il rinvio del pagamento del Tfr e il rinvio sine die delle tredicesime, non porta efficienza, ma solo un temporaneo effetto di cassa.

Il Partito Democratico vuole correggere queste iniquità della manovra ed introdurre interventi per lo sviluppo sostenibile, per la crescita e l’occupazione, in particolare giovanile e femminile.

Ecco le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo:

  1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell’articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società "in house" (oltre 50 mila incarichi), riorganizzazione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali nel quadro del riordino delle competenze degli enti locali, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti. Città metropolitane: l’emendamento riprende una proposta del PD confluita nel testo unificato della Carta delle autonomie locali. Sono delineate le funzioni delle città metropolitane, fra cui le funzioni delle province. Le indennità di funzione previste per amministratori delle città metropolitane e amministratori comunali non sono tra loro cumulabili.Regioni: soppressione della disposizione che prevede che l’adeguamento ai parametri circa il numero dei consiglieri e degli assessori regionali costituisca per le Regioni a statuto speciale condizione per l’intervento perequativo e solidale dello Stato. Accorpamento o soppressione di enti intermedi e strumentali: norma di indirizzo per Stato e Regioni al fine di sopprimere "enti inutili" e di unificare quelli che esercitano funzioni che si prestano ad essere meglio esercitate in forma unitaria. Accorpamento degli uffici periferici dello Stato: rideterminazione delle strutture periferiche al fine di assicurare maggiori livelli di funzionalità attraverso l’esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, l’istituzione di servizi comuni e l’uso in via prioritaria dei beni immobili di proprietà pubblica.
  2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.
  3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.
  4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno e per misure crescita. Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri. Fra le misure della crescita si segnalano: ritardati pagamenti dalla PA, sblocco investimenti enti locali (Patto di stabilità), progetti innovazione tecnologica e sostegno al capitale di rischio PMI, sostegno ai giovani, sostegno alle donne lavoratrici con figli a carico, graduale soppressione Irap componente lavoro (norma con copertura propria), Riduzione aliquota Iva turismo, Sostegno alle imprese esportatrici.
  5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione, recupero mancato pagamento condoni, Accordo Italia-Svizzera per attività finanziarie detenute presso istituti di credito svizzeri, il ripristino delle norme antievasione fiscale
  6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.
  7. Contributo straordinario a carico dei soggetti che hanno usufruito dello scudo fiscale.
  8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.
  9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme sulle"false comunicazioni sociali" affinché il "falso in bilancio" torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il "caporalato".
  10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia civile.
  11. Patto di stabilità. Misure per alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni.

 

 

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