SOCIETA’. Corte Ue precisa le condizioni per l’apertura di nuove farmacie

I limiti geografici e demografici fissati dalle leggi nazionali per l’apertura di nuove farmacie costituiscono una restrizione alla libertà di stabilimento se non soddisfano queste 4 condizioni: devono avere un’applicazione non discriminatoria, devono essere giustificate da motivi di interesse generale, devono garantire la realizzazione dell’obiettivo perseguito e non devono andare oltre quanto necessario al raggiungimento di questo obiettivo.

Lo precisa oggi una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, chiamata in causa dal Tribunale delle Asturie. Un decreto delle Asturie, infatti, fissa le seguenti condizioni per l’apertura di nuove farmacie: una distanza minima di 250 metri tra una farmacia e l’altra e un numero minimo di 2.000 o 2.800 abitanti per farmacia.

Secondo la Corte questi limiti rischiano di non assicurare un accesso adeguato al servizio farmaceutico in zone che presentano alcune particolarità demografiche. Ad esempio, in alcune zone rurali la popolazione è disseminata e dunque il limite minimo dei 2.800 abitanti farebbe sì che alcuni abitanti si possano trovare fuori dalla portata ragionevole di una farmacia. Di conseguenza, secondo la Corte, i due criteri di selezione previsti dal decreto delle Asturie hanno un carattere discriminatorio e sono incompatibili con la libertà di stabilimento.

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