SOCIETA’. Costi politica, i Piccoli Comuni Italiani valutano le proposte di Fassino

Il segretario Ds, Piero Fassino, ha avanzato dieci proposte per battere "l’antipolitica". Le proposte di Fassino ora sono al centro della riunione on-line del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani per una concreta riflessione sulla necessità da parte della politica di rispondere alle legittime attese dei cittadini.

In primis il segretario Ds propone di affidare "a cinque personalità indipendenti l´incarico di un nuovo rapido censimento degli enti che usufruiscono di contributi pubblici, sopprimendo quelli inutili e sospendendo immediatamente ogni contribuzione". Piero Fassino propone poi che "il Parlamento modifichi subito gli articoli 56 e 57 della Costituzione, stabilendo che – quale che sia la legge elettorale in vigore oggi o in futuro – i membri del Parlamento non superino i 400 Deputati e i 150 Senatori".
Piero Fassino, inoltre, propone che "il Governo chieda ai Presidenti delle Regioni di proporre ai rispettivi Consigli la revoca dell’aumento di consiglieri regionali adottato in questi anni e, con le elezioni del 2010, si torni alle dimensioni precedenti" e chiede che siano ridotte "le dimensioni dei Consigli Comunali e Provinciali e delle rispettive Giunte, con un provvedimento che entri in vigore già con le elezioni amministrative parziali della primavera 2008. Si sopprimano i Consigli di Quartiere nelle città con meno di 500.000 abitanti".

Il segretario Ds chiede anche che "le indennità e pensioni di parlamentari e altri incarichi elettivi" siano "allineate alle medie europee" e che "il sistema delle indennità per incarichi pubblici" venga rivisto in modo da concentrarlo "su funzioni di governo e di rappresentanza essenziali, ripristinando il principio che un incarico pubblico possa essere a titolo gratuito, senza prevedere obbligatoriamente indennità o compensi". Per Piero Fassino, inoltre, si devono adottare criteri di nomina negli enti pubblici statali, regionali e locali "fondati su professionalità e merito" e criteri rigorosi per il ricorso a consulenze esterne.

Tutti i Consigli di amministrazione di Enti pubblici statali e locali – compresi quelli delle società collegate e delle società per azioni a prevalente capitale pubblico – devono essere composti da non più di 5 membri, mettendo fine a nomine pletoriche fondate su spartizioni e lottizzazioni". Inoltre, si devono sia introdurre"tetti retributivi per i manager pubblici", sia stabilire "che le indennità di carica non siano superiori alle indennità in vigore nell’ente nominante, e in ogni caso, di dimensione monetaria contenuta".

Piero Fassino avanza anche la proposta che "le missioni internazionali promosse in campo economico-commerciale possano essere svolte, oltreché dallo Stato, solo dalle Regioni (non più anche da città e province)" e che "le delegazioni non possano essere costituite da più di tre rappresentati istituzionali" e che "il personale amministrativo di accompagnamento non ecceda la stessa dimensione". Il segretario DS propone di ridurre del 50% il numero delle province e le comunità montane. Infine, è necessario "riformare il sistema dei rimborsi elettorali e sopprimere la garanzia dello Stato sui mutui contratti dai partiti politici i quali, come ogni cittadino o persona giuridica, devono garantirsi con i propri beni".

Secondo Virgilio Caivano, Portavoce dei Piccoli Comuni, "le dieci proposte di Fassino rappresentano una importante piattaforma sulla quale poter concretamente lavorare per trovare soluzioni condivise con i cittadini e soprattutto risposte rapide e concrete da parte della politica e delle istituzioni".

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