SOCIETA’. Crisi economica: sarà lunga

La crisi sarà lunga. Non si illudono le famiglie intervistate nel sondaggio promosso dalla Confesercenti-Swg. Per ben 8,3 milioni di esse (il 34% del campione considerato) la fase recessiva durerà, infatti, da un minimo di un anno fino a due anni. Per altri 6 milioni invece (il 26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni. C’è poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi mentre i più ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i sei mesi (Un 19% non risponde). Ma il termometro della crisi si rileva anche dal fatto che ben il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiori nei prossimi 12 mesi. C’e’ anche una pattuglia di ottimisti – il 14% – che scommette su un miglioramento, mentre per un altro 28% non cambierà nulla.

Dunque sembra non convincere il pacchetto anti-crisi messo a punto dal governo che conterrà un bonus per i pensionati e per i figli a carico, oltre alla "social card" già prevista dalla manovra. Sul tavolo, stando a quanto riferito da Tremonti, ci sono anche le ipotesi di un intervento legislativo sui mutui e di un blocco delle tariffe.

Secondo Marco Venturi, Presidente della Confesercenti "la netta percezione delle famiglie italiane sulla gravità della situazione richiama l’assoluta necessità di interventi immediati e forti. Non sprechiamo l’occasione del Natale per sostenere i redditi bassi e la domanda interna. Proprio il Natale può essere invece il trampolino di lancio per restituire fiducia all’economia ed alle famiglie e per cominciare ad accorciare i tempi della crisi. Ecco perché, secondo gli intervistati, vanno messe in campo al più presto misure a sostegno delle pmi, cuore dell’economia italiana, anche per impedire migliaia di chiusure e l’aumento della disoccupazione. In questo senso rilanciamo la proposta della moratoria degli studi di settore per le pmi".
 
Tornando la sondaggio Confesercenti-Swg, si rileva anche la difficoltà – ormai nota – di arrivare a fine mese. Se il 62% delle famiglie dichiara di arrivare alla fine del mese con il proprio reddito, la terza settimana diventa invece l’angoscioso capolinea per 6,3 milioni di famiglie (il 26%). Mentre a metà mese reddito esaurito per altri 2,2 milioni di famiglie, vale a dire il 9% de campione. Dati questi che testimoniano con evidenza le difficoltà della situazione non solo economica ma anche sociale del paese.
 
Quanto ai tagli di spesa, se nel 2007 erano più di due terzi gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese nel 2008 si tocca una percentuale ancora più preoccupante, vale a dire l’82% degli intervistati. In testa alle rinunce abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di quattro punti in più (dal 48% al 52%). Costanti i risparmi per beni domestici ed alimentari. Si cerca invece di conservare l’opportunità di andare in vacanza, magari più breve ed economica: i rinunciatari che nel 2007 erano il 32%, scendono nel 2008 al 25%.
 
Il sondaggio si conclude con le pagelle al mondo politico e emerge che le preoccupazioni per la crisi finiscono per far attribuire responsabilità tanto al Governo che all’opposizione. Il 74% del campione, infatti, giudica "poco" o "per niente" adeguati gli interventi del Governo per fronteggiare la congiuntura negativa. Si contrappone un 22% di giudizi positivi fra i quali quelli che promuovono l’Esecutivo a pieni voti sono però solo il 2%.
 

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