SOCIETA’. Crisi, serve un nuovo modello sociale. Presentato il Libro Nero sul Welfare

I tagli operati alle politiche sociali fanno impressione: fra il 2007 e il 2013 si prevede una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro. Ma "annichilire le politiche sociali in Italia, come sta facendo il Governo da tempo, non ci farà uscire dalla crisi, ma aggraverà la situazione della nostra economia". È quanto affermano Pietro Barbieri, della campagna "I diritti alzano la voce", e Giulio Marcon, portavoce della campagna "Sbilanciamoci!" in occasione della presentazione, presso il Senato, del "Libro Nero sul Welfare italiano", un’iniziativa realizzata congiuntamente dalle due campagne.

Il Libro illustra, come indica il sottotitolo del dossier, "come il Governo italiano – con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale – sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti". Nel documento sono illustrati i tagli al sociale e alla sanità previsti dalla legge di stabilità e dalla manovre correttive di quest’anno. E viene presentato un bilancio alternativo, con entrate e uscite, con costi degli interventi richiesti e modalità di finanziamento.

I tagli sono riassunti in questo modo: il fondo più importante, quello per le Politiche sociali, passerebbe da 1 miliardo a 45 milioni di euro. Il fondo Politiche per la famiglia da 220 milioni a 31 milioni. Azzerati il fondo per la non autosufficienza e quello per l’inclusione degli immigrati. Il fondo per le politiche giovanili verrebbe ridotto dai 130 milioni del 2007 agli 11 previsti per il 2013. Il fondo per le pari opportunità da 50 a 17 milioni. Anche il Fondo per l’Infanzia e l’Adolescenza si riduce passando da 44 a 40 milioni. Per le organizzazioni promotrici, "i provvedimenti adottati sono stati socialmente iniqui, colpendo le classi a basso e medio reddito e non toccando i privilegi e le ricchezze, puramente di facciata per quanto riguarda il rilancio dell’economia, pesantissimi nel campo delle politiche sociali, lasciando così il paese ancora più indifeso ed esposto alla crisi".

Le proposte alternative prevedono invece la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali; l’aumento della dotazione dei fondi nazionali per le politiche sociali; l’introduzione del Reddito minimo di inserimento (2 miliardi di euro); lo stanziamento di un miliardo di euro per l’avvio di almeno 3.000 asili nido nel 2012; l’istituzione di un fondo di 800 milioni di euro per garantire un’indennità di disoccupazione ai lavoratori precari; uno stanziamento di 200 milioni per il sostegno sociale all’affitto per i meno abbienti e di 300 milioni aggiuntivi per il canone agevolato.

Come vengono finanziate queste proposte? Con il gettito derivante da una tassa patrimoniale e da una revisione della tassazione sulle rendite finanziarie, e da una serie di tagli alla spesa che prevedono il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, la rinuncia al programma di produzione di 131 cacciabombardieri F35, la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione (113 milioni da destinare all’integrazione dei migranti), la revisione delle convenzioni con le strutture sanitarie private.

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