SOCIETA’. Dal 1974 scomparse quasi 24 mila persone, 9800 i minori

Dal 1974 a oggi sono 23.938 le persone scomparse ancora da rintracciare, 14.083 di nazionalità straniera e 9.747 di nazionalità italiana, 285 casi in più rispetto al 31 gennaio 2008. Il dato più allarmante riguarda i minori scomparsi: in tutto sono 9.802, di cui 1722 italiani e 8.080 stranieri. I dati del fenomeno, riferiti al 30 settembre 2008, sono stati raccolti dal Sistema dati interforze del Dipartimento di pubblica sicurezza a partire dal 1974 e sono stati resi noti oggi al Viminale dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Rino Monaco, alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni e del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano.

Si tratta di un fenomeno complesso anche perchè i motivi delle scomparse sono i più vari: "le persone spariscono – informa il ministero del’Interno sul suo sito internet – per allontanamento volontario, per sottrazione alla famiglia, per disturbi psichici legati alla memoria, perchè vittime di reati".

Il dato più allarmante a livello sociale riguarda i minori scomparsi, che risultano complessivamente 9.802, di cui 1722 italiani e 8.080 stranieri. Due terzi, soprattutto nella fascia dai 15 ai 17 anni, si allontana volontariamente. In questo caso, si tratta soprattutto di minori di altre nazionalità, specialmente di etnia rom. Per i minori da 0 a 10 anni, invece, il motivo principale di scomparsa è la sottrazione da parte di un genitore o familiare. Il numero di minori vittime di reati gravi conta a oggi 13 i ragazzi non ritrovati e 9 quelli ritrovati cadaveri. Tra i minori vittime di reato 7 sono stranieri.

Gli over 65 scomparsi sono in tutto 1679, spesso soffrono di disturbi legati alla memoria e si allontanano dalle case o dagli istituti di cura senza riuscire a farvi ritorno. Ci sono poi i cadaveri non identificati, che sono 648.

Fra le azioni annunciate per contrastare il fenomeno, il Governo "richiederà che venga accelerata l’approvazione da parte del Parlamento del Trattato di Prüm, che consente l’istituzione di banche nazionali del dna le quali, concepite come strumento contro la criminalità, possono servire anche per raccogliere il dna dei familiari degli scomparsi per poi incrociarli".

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