SOCIETA’. Dall’Ue una direttiva contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali

Oggi il Parlamento Europeo ha approvato una direttiva contro i ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali. La direttiva va a favore dei creditori che, nella maggior parte dei casi sono piccole imprese: gli enti pubblici sono tenuti a pagare entro 30 giorni, altrimenti scattano interessi di mora dell’8%. Grazie a questo provvedimento, che gli Stati membri devono recepire entro 2 anni, si prevede un aumento di 180 miliardi di euro della liquidità a disposizione delle imprese. In base alle nuove disposizioni:

  • gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o – solo in circostanze del tutto eccezionali – entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese;
  • le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua;
  • le imprese hanno il diritto di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine;
  • il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora;
  • per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique;
  • viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese;
  • gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento rapido ed hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.

Quella dei ritardi dei pagamenti è una delle piaghe dell’economia europea: è all’origine di un fallimento su quattro e, secondo le stime, della perdita di 450mila posti di lavoro all’anno. Sono le amministrazioni pubbliche i pagatori meno puntuali: secondo una indagine tra le imprese europee, nel 2008 le amministrazioni pubbliche hanno pagato le loro fatture, in media, dopo 65 giorni, con circa 10 giorni di ritardo rispetto al settore privato. Ma le medie nazionali sono molto diverse, e in alcuni paesi le fatture vengono saldate dopo più di 3 mesi.

"Il lavoro va retribuito tempestivamente – ha commentato il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, Commissario responsabile per imprese e industria – Questo è un principio fondamentale di correttezza, che però svolge anche un ruolo d’importanza cruciale ai fini della solidità di un’impresa, delle sue disponibilità finanziarie e del suo accesso a credito e finanziamenti. Di conseguenza la nuova direttiva gioverà all’intera economia europea."

 

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