SOCIETA’. Ddl libertà impresa, Adiconsum: “Riconoscere la figura del consumatore e delle AACC”

Domani il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare il ddl sulla libertà di impresa, che riforma l’articolo 41 della Costituzione. Il responsabile consumatori del PD, Antonio Lirosi, pensa che questo sia l’ultimo bluff del Premier, poiché questo provvedimento non disturba nessuna lobby o corporazione e non avrebbe nell’immediato alcun effetto concreto di liberalizzazione.

Le Associazioni dei consumatori, dal canto loro, intervengono sulla questione con alcune proposte. Dopo l’Unione Nazionale Consumatori, anche Adiconsum chiede che "la modifica dell’art. 41 riconosca la figura del consumatore e le Associazioni dei consumatori quali corpi intermedi della società capaci di rappresentare i consumatori".

"Adiconsum – dichiara Pietro Giordano Segretario Nazionale dell’Associazione – da sempre è stata favorevole ad una reale libertà d’impresa, convinta che solo dalla concorrenza imprenditoriale leale tra le aziende anche i consumatori ne traggono benefici economici e qualitativi di prodotti e servizi. Ma la modifica dell’art. 41 non può certo trasformarsi in una sorta di Far West dell’economia che finirebbe col penalizzare sia le aziende sane che i consumatori. Sono necessari contrappesi – continua Giordano – ed in questo senso Adiconsum propone il riconoscimento della figura del Consumatore e delle Associazioni dei consumatori che lo rappresentano". Secondo l’Associazione "oramai la tutela degli interessi diffusi e collettivi è divenuta una necessità per il nostro ordinamento. Sia in tema di tutela dei lavoratori, che in tema di tutela dell’ambiente che in tema di tutela dei consumatori, è necessario offrire e garantire una copertura costituzionale agli enti intermedi (tra Stato e cittadino), come le Associazioni dei Consumatori".

Adiconsum crede che "modelli anglosassoni non possono essere recepiti parzialmente ma vanno applicati dando spazio reale alle parti sociali protagoniste (Associazioni dei Consumatori e imprenditoriali) e realizzando una reale autonomia delle Authority capaci di operare il controllo del mercato nei vari settori, elevando le sanzioni necessarie".

La proposta dell’Associazione è quella di varare normative di legge quadro non invasive, che favoriscano l’autodeterminazione concertata tra le parti sociali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e la partecipazione attraverso i corpi intermedi della società, nella logica della sussidiarietà, troppo spesso citata e poco realizzata.

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