SOCIETA’. Definitiva approvazione del Dl Omnibus. Reazioni contrarie e il WWF scrive a Napolitano

Il decreto omnibus è stato approvato definitivamente dalla Camera con 301 voti a favore e 280 contrari. Il provvedimento, che diventa così legge dello Stato, prevede lo stop alle centrali nucleari e al referendum, un aumento delle tasse sulla benzina per finanziare la cultura, un nuovo ruolo per la Cassa Depositi e Prestiti per difendere le aziende italiane dalle scalate straniere e la proroga del divieto dell’incrocio tra Tv e giornali.

All’inizio il dl omnibus prevedeva una moratoria di un anno del programma nucleare, ma un emendamento del Governo approvato in Senato ha praticamente evitato il referendum del 12-13 giugno, abrogando tutte le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99 del 2009. Il decreto stabilisce che tra un anno il Governo vari una Strategia energetica nazionale, nella quale non é esclusa l’opzione nucleare.

E si scatenano le reazioni di tutti i contrari al nucleare. "L’approvazione del decreto omnibus, blindato dalla fiducia apposta da un governo timoroso e sbandato, è l’ultimo disperato tentativo di impedire ai cittadini di esprimere ciò che largamente pensano, sentono, vogliono: mai più nucleare in Italia!" E’ stato questo il commento di Greenpeace Italia che però ritiene che la partita referendaria sull’atomo sia tutt’altro che chiusa. "Siamo certi – dichiara Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia – che il giudizio della Corte di Cassazione chiarirà che quella della maggioranza è una manovra ingannevole, e che verrà ristabilito il diritto degli italiani a esprimere un no definitivo, con il prossimo appuntamento referendario, a una energia pericolosa, sporca e costosa che non risolve i problemi energetici del Paese".

Secondo il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ "siamo di fronte ad un Governo in piena crisi emotiva, spaventato dai sondaggi e dalla prova generale del referendum andata in scena in Sardegna". "Per gli italiani – si legge in una nota del Comitato – è già una vittoria. Ma ci riproveranno: per questo vogliamo il referendum". Il Comitato sottolinea che "è necessario far sapere che il referendum, fino alla firma di Napolitano e alla pronuncia della Cassazione, è ancora in piedi: non basta un decreto truffaldino a cancellarlo". Le associazioni si augurano che "di fronte all’evidenza che il nucleare viene fatto uscire dalla porta per poterlo far rientrare quanto prima dalla finestra, il referendum venga confermato". Comunque, conclude il Comitato, "la nostra campagna referendaria prosegue: perché il raggiungimento del quorum sarà un segnale politico utile anche per la battaglia contro il nucleare".

E il WWF annuncia una lettera al Presidente della Repubblica. "Il Governo, che ha posto la fiducia sul decreto legge Omnibus, approvato dall’Aula di Montecitorio, dimostra che in materia di energia nucleare non solo non si fida degli italiani, ma neanche del Parlamento: la sovranità popolare – diretta e indiretta – è definitivamente calpestata dall’Esecutivo". Lo ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, che annuncia: "Ho deciso di inviare una lettera al Capo dello Stato, che dovrà promulgare la legge di conversione del decreto omnibus, che contiene la norma-bluff per disattivare il quesito referendario, e con cui si mantiene il rilancio del nucleare".

Nella lettera il WWF solleva due questioni di fondo: "Il Governo con un proprio emendamento presentato nel corso dell’iter di conversione del decreto legge – in questo modo aggirando il preventivo esame del Presidente della Repubblica in sede di emanazione – e definitivamente approvato dal Parlamento con il voto di fiducia posto dall’Esecutivo, può impedire agli italiani di pronunciarsi sul referendum? Seconda questione: Questa modalità di operare del Governo è costituzionalmente compatibile con l’istituto referendario quale tipico mezzo di esercizio della sovranità popolare?". Il WWF nella sua lettera, rimandando rispettosamente la decisione al Capo dello Stato, fa seguire alcune osservazioni sulle ‘anomalie’ riscontrate nell’iter di conversione del dl omnibus.

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