SOCIETA’. Direttiva antidiscriminazione nell’Agenda sociale rinnovata dell’Ue

Opportunità, accesso e solidarietà. Sono questi i principi base dell’Agenda sociale rinnovata che oggi la Commissione Ue ha presentato in conferenza stampa a Bruxelles. Dopo un’ampia consultazione, avviata all’interno delle istituzioni europee con l’obiettivo di valutare l’evoluzione della realtà sociale nell’Europa del 21° secolo, la Commissione Ue ha deciso di lanciare un segnale forte: per affermare l’importanza dell’identità dell’Europa sociale: la nuova agenda deve attraversare tutte le politiche e affrontare le nuove realtà guardando ai principi di opportunità, accesso e solidarietà. Diciotto sono state le iniziative inserite nel documento dalla Commissione Ue e altre 24 saranno annunciate entro il 2010.

Una proposta tra le più significative è quella antidiscriminazione. Il testo legislativo completa il quadro europeo a tutela dalle discriminazioni elaborato nel 2000, che presenta attualmente diverse lacune. Questi gap riguardano le discriminazioni basate sull’età, sulla religione o sulle credenze personali, sull’orientamento sessuale e sulla disabilità. La proposta di oggi copre queste 4 aree e il suo campo di applicazione è l’accesso ai beni e ai servizi, in base al principio della libera circolazione di beni e servizi.

Ecco alcuni esempi concreti: se un albergo non accetta coppie omosessuali, con tale direttiva non potrà più esercitare tale discriminazione; una banca non potrà più rifiutarsi di fare una polizza ad una persona anziana e tutte le strutture, pubbliche e anche private, in base a criteri di proporzionalità, dovranno attrezzarsi per non discriminare le persone disabili. Ogni Stato membro deciderà sulle sanzioni penali da applicare a chi non rispetta tali criteri antidiscriminatori.

"La dimensione sociale dell’Europa non è mai stata importante come oggi", ha dichiarato il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso durante la conferenza stampa. "È indissociabile dalla strategia di Lisbona, adottata dall’UE per stimolare la crescita e garantire posti di lavoro migliori ai cittadini europei. L’Europa ha bisogno di un’agenda sociale moderna, che permetta di rispondere rapidamente ai cambiamenti economici e sociali e di potenziare le opportunità, l’accesso e la solidarietà per i cittadini dell’UE. Il successo economico apporta vantaggi sociali e il pacchetto proposto oggi dalla Commissione mira a far sì che nessuno venga dimenticato e che la prosperità dell’Europa venga condivisa da tutti."

Gli interventi in ambito sociale sono essenzialmente di competenza degli Stati membri e vanno attuati portandoli il più vicino possibile ai cittadini a livello nazionale, regionale e locale. Nel 2005 gli Stati membri hanno dedicato il 26% del Pil alle spese sociali, rispetto al 15% negli Stati Uniti e al 17% in Giappone. Ma tali spese potrebbero essere effettuate in modo più mirato ed efficiente. L’UE può efficacemente integrare l’intervento nazionale e promuovere la cooperazione al fine di gestire i cambiamenti socioeconomici. Nel quadro della lotta alla povertà l’UE contribuisce a coordinare le iniziative volte a promuovere l’inclusione attiva, compreso l’inserimento nel mercato del lavoro, le modalità per rendere il lavoro proficuo e l’apprendimento permanente, in particolare per le persone più lontane dal mercato del lavoro.

"Gli europei sono preoccupati dall’impatto della globalizzazione sul loro lavoro e dal rischio di scivolare nella povertà," ha affermato il Commissario Ue responsabile degli affari sociali Vladimir Spidla. "Inoltre, sono consapevoli del fatto che ancora troppe persone nella vita vengono private di possibilità a causa della discriminazione. Alcune perdite di posti di lavoro sono dovute al fatto che i comitati aziendali non collaborano efficacemente a livello transfrontaliero. Attraverso un’azione concertata l’UE può apportare un valore aggiunto alle misure prese a livello nazionale per migliorare la vita dei cittadini."

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