SOCIETA’. Direttiva globale contro la discriminazione. Lo chiede il Parlamento Ue

Oggi in Plenaria è stata approvata con 362 voti favorevoli e 262 contrari la relazione dell’eurodeputata inglese Elizabeth Lynne che sollecita una direttiva quadro orizzontale antidiscriminazione. Poiché la Commissione Ue intende presentare una legislazione che bandisce solo alcune delle discriminazioni, il Parlamento Ue le ha ricordato di essersi impegnata a presentare una direttiva esaustiva "che copra gli handicap, l’età, la religione o le convinzioni personali e le tendenze sessuali" nell’ambito dell’articolo 13 del Trattato CE. I deputati sono convinti, inoltre che la lotta alla discriminazione debba essere fatta in tutti i settori, a cominciare dall’istruzione, all’assistenza sanitaria, alla protezione sociale.

"Siamo convinti che questo sia conforme alla posizione della maggior parte dei cittadini europei che un giorno potrebbero diventare oggetto di discriminazioni – ha affermato l’eurodeputato italiano Marco Cappato – E’ la nona volta che il Parlamento chiede questo e ci si attende maggiore chiarezza da parte della Commissione, che non deve tollerare alcuna eccezione. Alcuni colleghi del gruppo popolare si oppongono ad un approccio globale: sono d’accordo ad eliminare le discriminazioni contro i disabili soltanto perché è più politicamente corretto. Anche gli altri gruppi sociali hanno bisogno della stessa protezione perché non c’è gerarchia all’interno della discriminazione".

La relazione adottata chiede inoltre che siano chiamati dinanzi la Corte di giustizia gli Stati membri che, nell’ambito della direttiva in materia di occupazione, introducono una definizione troppo ampia delle deroghe consentite al principio di non discriminazione. Le minoranze, in particolare le comunità rom che, soprattutto in seguito all’allargamento hanno subito pesanti forme di sfruttamento ed esclusione, necessitano di una protezione sociale specifica e di una maggiore attenzione per l’istruzione dei minori. La sensibilizzazione, infine, dovrebbe essere fatta già nelle scuole inserendola dunque nei programmi istituzionali.

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