SOCIETA’. Disillusi e senza ambizione, ecco i maturandi di oggi

Mentre i maturando sono alle prese con la terza prova di esame, uno studio promosso da Comunicazione Perbene (www.comunicazioneperbene.com), l’associazione non profit che si occupa dell’ecologia nel mondo della comunicazione, ha fotografato l’incertezza del futuro lavorativo di questi giovani. Secondo quanto emerge da questa ricerca per 1 maturando su 3 il futuro post esame è un enigma mentre la stragrande maggioranza (4 su 10) butterà via i libri come segno di liberazione. Infatti 1 su 3 non ha chiaro in mente cosa fare al ritorno dalle vacanze, mentre la restante parte si divide tra lavoro, fuga all’estero e voglia di non pensarci. Così a vincere è la poca ambizione personale, la volontà di non impegnarsi facendo sacrifici e la disillusione verso un Paese, l’Italia, che 4 su 10 reputa lontano dai giovani e quasi un paese che non aiuta a realizzare i sogni e le speranze.

"Il quadro che emerge è allarmante – afferma Saro Trovato, sociologo, Presidente e Fondatore di Comunicazione Perbene – e l’analisi evidenzia che i giovani studenti sono caricati di aspettative e false credenze da parte dei media che li vogliono tutti ricchi e famosi. L’ideale che emerge è che per avere successo bisogna essere o prime donne o ‘tronistì della tv. Si creano cioè delle false illusioni che creano contraddizioni nelle scelte di vita che siano in grado di dare un concreto sviluppo. La scuola superiore italiana deve riappropriarsi del suo ruolo di indirizzamento e guida dei giovani verso il futuro. In poche parole, la scuola deve riappropriarsi dei suoi giovani e trasmettere loro, insieme alla famiglia, dei valori giusti".

I maturandi di oggi saranno la classe lavorativa del futuro: se a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 a farla da padrone erano l’arrivismo e la carriera, tipiche della mentalità yuppies di allora, oggi la stragrande maggioranza non ha le idee chiare (44%) mentre solo 1 su 3 (32%) ritiene che occuperà una posizione lavorativa stabile e avrà un tranquillo tenore vita. E se fra dieci anni c’è chi si vede alle Maldive (12%) o in giro per il mondo (11%), i maturandi di oggi sanno perfettamente quello che non vogliono assolutamente fare. A essere escluse sono le ambizioni di carriera (42%) e più di 1 su 2 (53%) non intende essere spremuto come un limone sul posto di lavoro. Inoltre c’è chi vuole evitare una vita di sacrifici (48%), come finire per lavorare in fabbrica o in campagna (38%) o restare precario a vita (23%).

Tra le aspirazioni future 1 su 3 (34%) vorrebbe poter fare quello che più gli piace ma senza avere una vita molto impegnativa (24%). Tra i sogni c’è anche quello dell’autonomia e dell’indipendenza (13%), anche se monta anche un pò di disillusione per il futuro, ragione per cui c’è chi si accontenta di avere solo lo stretto necessario per vivere (18%). E questa visione pessimistica viene data anche dalla percezione che hanno dell’Italia, che 4 giovani su 10 (38%) sentono lontano da loro e che non aiuta a realizzare i loro sogni e le loro speranze (16%). Ma nonostante questo, conforta il fatto che 1 su 3 (32%) lo considera ancora il Paese in cui è nato e farà di tutto per migliorarlo.

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