SOCIETA’. Donne discriminate sul lavoro. Commissione Ue richiama l’Italia

La Commissione Ue ha inviato all’Italia e ad altri 5 Stati membri, un parere motivato per non aver pienamente applicato la normativa comunitaria che vieta la discriminazione, in materia di lavoro e occupazione, fondata sul genere. I principali problemi, riscontrati dalla Commissione Ue, riguardano le definizioni di "discriminazione diretta" e "discriminazione indiretta", i diritti delle donne in congedo di maternità e il funzionamento degli organismi responsabili dell’uguaglianza di genere.

Italia, Austria, Lituania, Slovenia, Ungheria e Malta hanno due mesi di tempo per rispondere e se non lo fanno in maniera esaustiva, la Commissione adirà la Corte di Giustizia. "La direttiva comunitaria – ha dichiarato Vladimir Spidla, Commissario Ue alle pari opportunità – gioca un ruolo essenziale nella lotta contro la discriminazione fondata sul sesso, che costituisce un importante obiettivo dell’Unione europea. Sebbene questa sia stata approvata all’unanimità dagli Stati membri e adottata nel 2002, la direttiva non può produrre tutti i suoi effetti se non viene trasposta in pieno e in modo corretto nella legislazione nazionale".

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