SOCIETA’. Donne e Media, in tv occorrono regole nuove

Appello Donne e Media si rivolge alle Istituzioni e chiede l’apertura di un tavolo di riflessione per giungere a nuove regole per una corretta rappresentazione della donna nei media. L’Appello Donne e Media ha registrato la crescente insoddisfazione da parte del pubblico femminile, e non solo, sull’immagine univoca e spesso offensiva offerta dai mezzi di comunicazione. La necessità di una rappresentazione più realistica e moderna, in Tv come in pubblicità, è testimoniata da oltre mille adesioni che Appello Donne e Media ha raccolto in pochi mesi. Ha quindi proposto 11 emendamenti al Contratto di servizio pubblico in discussione alla Commissione di Vigilanza e chiede alla RAI di dedicare spazi ad hoc per rappresentare la pluralità della realtà femminile, ai media in generale l’adozione di un codice di regole condivise e l’istituzione di un comitato indipendente che ne monitori il rispetto e promuova iniziative volte ad implementarne gli obiettivi.

"A novembre Appello Donne e Media era una lettera aperta alle Istituzioni, con precise proposte che stanno diventando riforme", ha commentato Gabriella Cims, promotrice di Appello Donne e Media, che stamane ha organizzato una conferenza stampa per illustrare gli obiettivi dell’iniziativa. "Il sostegno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che per primo ha dato forza all’iniziativa, è un segnale che ci incoraggia. Anche Parlamento, Governo e Rai stanno dimostrando una crescente sensibilità alle riforme proposte", aggiunge Cims "ma credo che sia un dovere del servizio radiotelevisivo pubblico dare il primo segnale di cambiamento verso la modernità. Del resto lo chiedono le donne, che rappresentano oltre la metà dei telespettatori".

Hanno aderito all’iniziativa vari parlamentari, tra cui la vice presidente del Senato Emma Bonino, Roberto Rao (UDC), Silvia Costa (PD), Maria Pia Garavaglia (PD), Maria Ida Germontani (PDL), Vittoria Franco (PD), Debora Bergamini (PDL).

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