SOCIETA’. Dove mangiamo? Ristorazione veloce sotto accusa in un’indagine Afidamp

Servizi igienici sporchi e privi di dotazioni di base come carta igienica e sapone, carenza di cestini per i rifiuti, sudiciume sui pavimenti e scarsa freschezza degli alimenti. E’ ciò che pensano gli italiani in merito ai luoghi della ristorazione sull’intero territorio nazionale, intervistati nel corso di un’indagine condotta da Afidamp Servizi, associazione nazionale di categoria che rappresenta le aziende operanti nel settore del cleaning professionale e che dal 24 al 26 maggio 2011 organizza la fiera Pulire a Verona.

Ad essere sotto accusa sono soprattutto i locali etnici, in particolare quelli magrebini che per il 31,7% degli intervistati risultano essere i meno sicuri dal punto di vista dell’igiene sanitaria e la pulizia; seguono i ristoranti cinesi (18,8%), quelli messicani (17,8%), le mense pubbliche (15,6%), i punti ristoro nelle aree di sosta autostradali (14,8%), le mense private (12,4%), le pizzerie al taglio (6,3%), i self-service (6,2%), i bar che offrono pasti veloci (5,4%) e infine le piadinerie (5,1%).

Gli intervistati dichiarano di frequentare soprattutto i ristoranti etnici dove si può consumare cibo magrebino (46,4%), seguiti da quelli dove si mangiano pietanze cinesi (34,6%), specialità giapponesi (29,4%) e messicane (20,9%). In questi locali il grado di igiene è considerato di buon livello per il 32,7% delle persone, di livello accettabile per il 28,1% e di scarso livello per il 18,7%; solo il 3,3% è quasi pienamente soddisfatto della pulizia. Ma quali sono le problematiche maggiormente segnalate? Il sudiciume sui pavimenti (53,6%), i cestini esondanti di rifiuti (52,4%), la scarsa freschezza degli alimenti (23,5%), la scarsa affidabilità del personale che si ritiene non garantisca corretta igienizzazione dei locali (22,8%) e infine la situazione analizzata nel suo complesso (24%).

Altro capitolo sono da considerarsi le mense. Il 62,9% del campione non le prende in considerazione, il 30,7% frequenta quelle pubbliche mentre il 18,1% quelle private. Nel 29,4% dei casi il grado di pulizia è valutato molto buono, nel 35,6% è buono e nel 14,2% appena sufficiente. Ad infastidire i clienti è la scarsa presenza di cestini (100%), la sporcizia dei tavoli e dei posti a sedere (64,8%), l’eccessivo carico dei cestini di rifiuti (35,2%), l’assenza delle dotazioni di base come carta igienica e sapone nei servizi igienici (35,2%), il sudiciume sui pavimenti (28,1%).
Anche i self-service sono poco frequentati dalla maggioranza degli intervistati (80,4%) che dichiara di sceglierli solo nel 19,6%. Qui il grado di soddisfazione è in maggioranza molto buono (44,5%) e scarso nel 19,7% dei casi. I problemi si riconducono ai cattivi odori e alla mancata igiene dei servizi igienici (29,9%), alla sporcizia di tavoli e posti a sedere (24,3%) e a quella delle stoviglie (20,5%), all’assenza delle dotazioni di base come carta igienica e sapone nei servizi igienici (14,2%), allo scarso rispetto delle norme da parte del personale come l’uso dei guanti (12,2%) e infine alla scarsa affidabilità degli addetti (6,4%).

L’indagine analizza anche il mondo dei bar e dei locali che servono pasti: quelli che offrono pizze al taglio sono i più gettonati, frequentati dal 72,8% degli intervistati, quelli che hanno in menù panini e toast dal 30,9%, le piadinerie dal 27,4% e i bar che offrono primi piatti dal 18,4% (il 14,5% è rappresentato da coloro che non scelgono questa tipologia di ristorazione). Secondo una scala che va da 1 (per nulla pulito e igienico) a 10 (molto pulito e igienico) il livello di soddisfazione nel complesso è positivo: il 36,2% degli intervistati valuta con un 6, il 29,6% valuta con un 8, il 28,6% valuta con un 7 mentre il 5,6% valuta con un 9.

Italiani critici anche sui locali per la ristorazione nelle aree di sosta in autostrada, una tappa obbligata per ben l’81,8% degli italiani contro una cifra piuttosto contenuta che coincide con chi si dichiara non frequentare questi luoghi (18,2%). In questo caso i viaggiatori si dividono: una parte di loro si dichiara non soddisfatta valutando il livello di pulizia addirittura scarso (7,1%), medio (16,3%); sufficiente, buono e ottimo sono rispettivamente i giudizi del 34,2%, del 38% e del 4,4% del campione. Ma da cosa sono causati questi risultati? In primis dalla sporcizia dei servizi igienici (31,6%), dall’assenza delle dotazioni di base come carta igienica e sapone nei servizi igienici (22,2%), dalla scarsa igiene degli indumenti utilizzati (18,4%), dalla sporcizia dei tavoli e dei posti a sedere (16,2%) e dal sudiciume di pavimenti e di altre superfici (11,6%).

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