SOCIETA’. Ecco la Carta della Rappresentanza per il volontariato e il terzo settore

Finalmente le associazioni di volontariato e tutte le organizzazioni non profit che operano nel terzo settore e non solo, possono vantarsi di avere un documento scritto nonché ufficiale. Un documento originale, visto che per la prima volta si accompagnano impegni concreti a principi condivisi, condiviso da tutti i soggetti coinvolti che potranno servirsene come punto di riferimento comune. Una mappa per le interazioni che si propone di favorire i rapporti tra il volontariato e la pubblica amministrazione, tutelando la dignità, la visibilità e le competenze delle singole organizzazioni.

E’ la Carta della Rappresentanza promossa dal Celivo, il Centro Servizi del Volontariato della provincia di Genova, dal Forum del Terzo Settore di Genova e della Liguria e sostenuta poi, durante la sua fase redazionale durata oltre 2 anni, dal CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, dalla Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore e dalla Convol (Conferenza permanete presidenti associazioni e federazioni nazionali di volontariato).

Dunque questo documento, che è stato presentato oggi a Roma presso la sede dell’Unicef, nasce da una realtà territoriale, quella ligure, che si accorge pian piano di intercettare delle esigenze reali e comuni a tutte le organizzazioni, cerca quindi di entrare all’interno dell’agire di ogni singola associazione e diventa uno strumento nazionale. E’ stato questo il percorso che ha portato alla definizione della Carta della rappresentanza che si articola in 9 principi, cui corrispondono 19 impegni per i rappresentati e 26 per i rappresentanti.

"La partecipazione attiva alla vita sociale sollecita, in ogni tempo e ogni territorio, la sperimentazione di forme di rappresentanza unitaria, quali pratiche di cooperazione e di corresponsabilità", questo è uno dei 9 principi della rappresentanza. In qualità di rappresentato mi impegno – si legge nella Carta – "a coltivare la mia identità, ad orientare le scelte associative ed a collocare le energie di cui dispongo, agevolando e sostenendo processi virtuosi di rappresentanza congiunta, in vista di connessioni e di sinergie a livello locale, provinciale e regionale, nonché di respiro nazionale, europeo ed internazionale". "Accettando il mandato di rappresentante mi impegno a prendere parte attiva all’organismo in cui sono stato eletto (o nominato) per la durata prevista; a trattare questioni e ad intrattenere relazioni che non travalichino il mandato ricevuto".

Sono soltanto un assaggio della Carta della Rappresentanza che diventa così un servizio per il mondo del volontariato che più di altri è frammentato e complesso. "E’ una Carta inclusiva – ha detto Marco Granelli Presidente CSVnet – cioè non è un manifesto di un’organizzazione di rappresentanza, ma è uno strumento per tutti i soggetto che vorranno adottarla e riconoscerla. E’ autodeterminata – ha aggiunto Granelli – poiché tutti i protagonisti di questo mondo ne hanno condiviso i contenuti; ha un debito rispetto alla Carta dei Valori poiché se essa non ci fosse stata il nostro lavoro sarebbe stato molto più arduo; è, infine, un documento snello ma che non nega la complessità del tema".

"La rappresentanza – ha detto Pier Luigi Licheri, Presidente CONVOL, nel suo messaggio alla conferenza di oggi – lungi da essere un elemento acquisito una volta per tutte e facilmente identificabile, è questione centrale per chi si pone l’obiettivo di voler cambiare la società non solo e non tanto partendo dalla capacità di avanzare proposte convincenti ed efficaci, ma dal produrre nuove modalità di partecipazione e di costruzione di governante diffusa e democratica. Il tentativo di costruire un rapporto virtuoso tra rappresentanti e rappresentati – ha concluso Licheri – non è soltanto un tema cruciale per tutte le nostre organizzazioni, ma è anche un elemento rigenerante per tutta la società, a partire dall’economia fino alla politica ed alle istituzioni".

"Il percorso che si è fatto – ha sottolineato Valerio Balzini, portavoce del Forum Ligure Terzo Settore – ha avuto una forte territorialità, non è partito dal centro ma da un’esperienza concreta che ha intercettato un’esigenza, incrociandola con il panorama attuale, anche a livello europeo, che vede e prevede per il terzo settore un ruolo di regista del welfare sociale. Questo ruolo, se non si basa su presupposti forti, rischia di diventare autoreferenziale e quindi l’importanza di un protagonismo collettivo ci riguarda tutti, perché è nell’interesse della società".

di Antonella Giordano

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