SOCIETA’. Energia, banche e trasporti: i settori più critici per gli europei. Relazione Ue

Sono tre i settori che creano più problemi ai consumatori europei: l’energia,le banche e i trasporti. E’ quanto si evince dalla seconda relazione annuale pubblicata oggi dalla Commissione Ue. L’analisi contiene la Pagella dei mercati dei beni al consumo e passa in rassegna più di 20 settori di prodotti e servizi (tra cui alimenti, indumenti, calzature, servizi finanziari, energia e telecomunicazioni) alla luce di 5 indicatori attinenti ai consumatori – prezzi, cambio del fornitore, soddisfazione, reclami e sicurezza.

"Sono preoccupata per il fatto che questi tre settori di servizi che rivestono un ruolo centrale nella vita dei cittadini abbiano una performance scadente alla luce di una serie di indicatori di consumo fondamentali su scala Ue – ha commentato il Commissario Ue alla tutela dei consumatori. "Per la sua importanza nel bilancio di base delle famiglie, ho deciso di fare del mercato al dettaglio dell’elettricità il settore da indagare più a fondo nel 2009. I consumatori europei si meritano un trattamento migliore".

Il grado di soddisfazione è particolarmente basso per i trasporti urbani ed extraurbani (treni, autobus e tram), l’energia, la telefonia fissa e i servizi postali. In tutti questi settori meno del 60% dei consumatori esprime soddisfazione per il servizio ricevuto. Tipicamente i consumatori presentano un maggior numero di reclami in relazione ai servizi piuttosto che ai beni di consumo.

Per quanto riguarda l’energia, i servizi di fornitura dell’elettricità e del gas si piazzano particolarmente male in termini di aumenti dei prezzi segnalati. Circa 60% dei consumatori ha segnalato aumenti dei prezzi imposti dal loro fornitore di energia, mentre soltanto 3-4% dei consumatori ha visto calare i prezzi. La fornitura di elettricità e di gas si piazza nuovamente male in termini di comparabilità delle offerte e di facilità di cambiare fornitore.

Quello dell’energia è il settore in cui i consumatori hanno minori probabilità di cambiare fornitore: soltanto 7% hanno cambiato il fornitore del gas e 8% quello dell’elettricità. I tassi di cambio dei fornitori sono particolarmente importanti poiché uno dei risultati principali della Pagella è che, nei mercati che presentano tassi maggiori di cambio del fornitore, i consumatori tendono di meno a segnalare aumenti dei prezzi – tali mercati sono quelli delle assicurazioni automobilistiche (in cui il 25% dei consumatori ha cambiato fornitore nel biennio precedente), seguito da internet (22%) e dalla telefonia mobile (19%). Vi è prova del fatto che l’esistenza di consumatori emancipati che cambiano agevolmente il fornitore contribuisce a migliorare la situazione di mercato per tutti i consumatori. Agevolare il cambio del fornitore in settori chiave al dettaglio dovrebbe essere una priorità politica.

Per quanto riguarda il settore bancario, i problemi maggiori risultano essere gli oneri bancari, i tassi d’interesse estremamente diversi tra gli Stati membri. Ad esempio, i tassi d’interesse aggiustati sul credito al consumo tra 1 e 5 anni vanno dallo 0,21% in Svezia al 12,12% in Estonia, presentando notevoli divergenze una volta calcolato il costo del capitale. Altre note dolenti quando bisogna comparare le offerte, o cambiare banca. Mediamente, 11% degli utilizzatori di servizi bancari al dettaglio hanno cambiato fornitore nell’ultimo biennio. Soltanto 9% dei titolari di conti correnti cambiano banca, quelli che appaiono più inclini al cambiamento sono i creditori ipotecari o i detentori di prodotti di investimento, ma anch’essi arrivano soltanto al 13%.

Passando al settore dei trasporti, risulta che le principali cause di insoddisfazione sono i livelli dei prezzi, l’attrattiva delle offerte commerciali, la facilità di acquisizione e l’orientamento alle esigenze dei consumatori. Un consumatore su quattro ha incontrato problemi e ha sporto reclamo.

Tra i tre settori identificati essere all’origine della maggior parte dei problemi per i consumatori, il settore dell’energia è quello in cui i consumatori spendono di più (5,7% del loro bilancio familiare) e, nell’ambito dell’energia, l’elettricità fa la parte del leone tra le spese e i consumi (2,1%). Il mercato al dettaglio dell’elettricità sarà oggetto di un’ indagine di mercato di follow up prevista per il 2009 per esaminare ulteriormente le condizioni che si offrono alle famiglie, ad esempio la comparabilità delle offerte, le pratiche commerciali sleali e la fatturazione.

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