SOCIETA’. Eurispes: ecco l’Italia delle cento eccellenze

C’è un’Italia dell’eccellenza che funziona. Ci sono realtà di successo nel settore privato e fra le aziende e nel settore pubblico, fra enti e associazioni. La fotografia dei "cento casi di successo del sistema Italia" è scattata dall’Eurispes che ha presentato oggi a Roma il Rapporto "Nostra Eccellenza", giunto alla terza edizione. "Pensavamo, all’inizio, che non sarebbe stato facile ‘scovare’ ogni anno le cento eccellenze nel settore pubblico e in quello privato da segnalare nel Rapporto – ha detto il presidente Eurispes Gian Maria Fara – Oggi, invece, ci troviamo di fronte all’impossibilità di poter includere in questa ‘vetrina’ particolare tutti i casi che i nostri ricercatori hanno individuato e che meriterebbero di essere segnalati".

Le imprese private selezionate dall’Eurispes quest’anno sono 56 mentre 44 sono le istituzioni, gli enti e le associazioni. La lista è variegata: c’è Umbria Jazz, il festival del jazz, che ha acquistato fama internazionale. C’è la Scuola Normale Superiore di Pisa e il Teatro Argentina. Ci sono i NAS, il Nucleo Carabinieri Antisofisticazioni, e il Servizio Aeronavale della Guardia di Finanza. Nell’elenco dei premiati c’è la Fondazione Fabrizio De André. E ancora la Direzione Centrale Anticrimine del Servizio Polizia Scientifica. C’è Libera, l’associazione contro le mafie, e le Acli. C’è l’Archivio storico dell’Enel e il Laboratorio Privacy Sviluppo del Garante Privacy. C’è l’Associazione italiana celiachia e il Castello di Miramare di Trieste.

Tutto questo solo fra le associazioni e le istituzioni. Ci sono poi le aziende private, marchi noti e realtà meno conosciute: la quota più elevata opera nel settore manifatturiero (20 imprese) mentre sono ben rappresentate anche le industrie alimentari e di bevande, 9 in tutto, e quelle tessili e dell’abbigliamento con 5 imprese. La regione italiana più rappresentata è il Lazio, seguita dal Veneto e dalla Lombardia.

"Negli ultimi anni – ha commentato Fara – si è affermata, e non a torto, l’idea di un Paese sfiduciato, di una economia stagnante, di un Paese nel complesso in declino. L’Eurispes è stato tra coloro che, negli anni passati, hanno lanciato i primi segnali di allarme denunciando la deriva preoccupante che si andava affermando, per questo sollecitando uno sforzo ed un impegno corale necessari per fronteggiare e superare la crisi". Ma esiste una "rete di qualità" che "ha saputo adottare brillanti ed efficaci strategie di risposta alla crisi".

"Uno dei più grandi problemi dell’Italia – ha proseguito il presidente dell’Eurispes – consiste nella sua incapacità di trasformare la potenza in energia. Nonostante il nostro sia un Paese vivace, ricco di esperienza e di ingegno, di opportunità e di intelligenza, erede e custode di un immenso patrimonio storico e culturale, dotato dalla natura di incomparabili bellezze ambientali e paesaggistiche, non riesce a mettere a frutto questa enorme ricchezza". Tutto questo, ha detto, a causa di invidia e gelosia, "paranoia regolativa" delle istituzioni e "presunta incapacità della società italiana di ‘fare tessuto sociale’, di ‘integrarsi’, di ‘fare sistema’". Serve dunque, ha concluso Fara, "qualcuno che sappia trasformare la potenzia in energia".

Alla presentazione del Rapporto sono intervenuti il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Vincenzo Scotti e, per i premiati, Dori Grezzi (Fondazione Fabrizio De Andrè) e Renzo Arbore quale presidente di Umbria Jazz. Si tratta, ha spiegato Arbore, di un festival che "ora è il primo o il secondo del mondo". "Il jazz italiano, fatto da musicisti italiani, è il secondo del mondo dopo quello americano", ha detto Arbore, che ha ricordato l’importanza del turismo e dello spettacolo per lo sviluppo dell’Italia. "Una volta – ha proseguito – c’era il Ministero del Turismo e dello Spettacolo: è stato abolito, ma secondo me gli italiani alla parola ‘Ministero’ avrebbero abolito anche quello dell’Interno".

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