SOCIETA’. Eurobarometro: nel 2009 il 16% degli europei ha subito discriminazioni

In Europa, un cittadino su 6 nel 2009, è stato vittima di discriminazione. E’ quanto risulta da un Eurobarometro diffuso oggi dalla Commissione Ue, in vista del terzo vertice europeo a favore della parità che si terrà a Stoccolma il 16 e 17 novembre 2009. Sostanzialmente, dall’indagine, emerge un quadro simile a quello dell’anno precedente, cioè a dire che in un anno non è cambiato nulla. C’è sempre un 16% di cittadini che subisce episodi discriminanti per motivi di razza, religione, disabilità, orientamento sessuale.

Qualcosa però è cambiato rispetto al 2008 ed è il forte aumento della discriminazione percepita in base all’età e alla disabilità. Il 58% dei cittadini europei ritiene che nel proprio paese la discriminazione in base all’età sia molto estesa (rispetto al 42% nel 2008); il 53% denuncia la discriminazione dovuta a disabilità (rispetto al 45% nel 2008). Ma un altro dato allarmante è il legame, percepito, tra l’attuale crisi economica e una maggiore discriminazione: il 64% degli interrogati prevede che la recessione darà luogo sul mercato di lavoro a una più pronunciata discriminazione a causa dell’età, che aumenta per effetto di un’estesa disoccupazione giovanile.

Dati più confortanti sul piano della consapevolezza dei propri diritti, in caso si subiscano episodi di discriminazioni o molestie; un cittadino su 3 dichiara di sapere cosa fare, ma ci sono forti differenze tra i vari paesi. La consapevolezza è aumentata, dopo l’ultima indagine del 2008 nel Regno Unito (+8 punti), in Francia (+7), in Irlanda e Svezia (ciascuna, +6) ma è diminuita in Polonia (-12) e in Portogallo (-11).

Rispetto alla necessità di denunciare casi di discriminazione, la maggior parte dei cittadini contatterebbe innanzitutto la polizia (55%), mentre il 35% contatterebbe il competente organismo a favore della parità e il 27% un sindacato.

Emerge un orizzonte incoraggiante secondo cui l’attività sociale, l’istruzione e la sensibilizzazione possono contribuire a una più ampia accettazione delle diversità, accompagnate sicuramente da azioni politiche ad hoc.

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