SOCIETA’. Eurobarometro: un terzo degli europei è “molto preoccupato” di perdere il lavoro

Il 61% degli europei ritiene che la crisi economica sia destinata a ripercuotersi ulteriormente sul mercato del lavoro e dunque sull’occupazione; un terzo degli occupati è "molto preoccupato" dalla prospettiva di poter perdere il lavoro nel corso della crisi. Tra gli europei non mancano però le speranze: il 72% ritiene ritiene che l’Ue svolga un ruolo positivo nella creazione di nuove opportunità di lavoro e nella lotta alla disoccupazione e un terzo conosce l’esistenza del Fondo sociale europeo, il principale strumento di cui dispone l’Ue per investire nelle risorse umane.

Sono i risultati di un’indagine Eurobarometro diffusa oggi dalla Commissione Ue. A spiegare e accentuare i timori di un calo dell’occupazione sta il fatto che almeno 6 europei su 10 ritengono che il peggio della crisi economica debba ancora venire e il numero è ancora più elevato nei paesi baltici (l’82% dei lettoni, il 76% degli estoni e il 74% dei lituani nutre questo timore). È solo il 28% a pensare che il peggio sia passato. Nei paesi che hanno attuato strategie globali in materia di flessicurezza, si registra, in prospettiva, una maggiore fiducia: il 45% degli svedesi e il 36% dei danesi ritengono che il peggio della crisi sia alle spalle.

Se dovesse cercare un nuovo lavoro, la maggior parte delle persone intervistate opterebbe per lo stesso tipo di lavoro nello stesso luogo, oppure in alternativa amplierebbe la propria ricerca ad altri luoghi mostrando così maggiore disponibilità a trasferirsi in un un’altra zona piuttosto che a cambiare tipo di lavoro. Un non occupato su 4 afferma che accetterebbe qualsiasi lavoro; dato simile a quello del 2006.

La maggior parte degli europei ritiene che, in questi tempi, i due fattori più importanti per trovare con maggior facilità un nuovo posto di lavoro siano l’esperienza professionale e le qualifiche, seguite dall’adattabilità.

"I risultati di questa inchiesta non mi sorprendono. È comprensibile che gli europei guardino con inquietudine alle conseguenze della crisi sul loro lavoro e sulle loro famiglie – ha affermato Vladimír Špidla, commissario responsabile dell’Occupazione, degli affari sociali e delle pari opportunità – È per questo che fin dall’inizio della crisi siamo intervenuti a livello europeo per limitarne l’impatto sull’occupazione. Abbiamo di recente introdotto microcrediti per coloro che intendono avviare una propria impresa, previsto il finanziamento al 100% da parte del FSE per i prossimi due anni per la formazione permanente dei lavoratori e invitato gli Stati membri a garantire 5 milioni di contratti di apprendistato per i giovani che lasciano la scuola. Queste misure – conclude Spidla -contribuiranno a mantenere attivi gli europei che lavorano e a far ritrovare un lavoro a quanti lo perdono."

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