SOCIETA’. Europa sempre più vecchia. Le proiezioni dell’Eurostat per il 2060

La popolazione dei 27 Stati membri dell’Unione europea passerà da 495 milioni di abitanti, censiti al 1° gennaio 2008, a 521 milioni nel 2035, per diminuire progressivamente e stabilirsi sui 506 milioni nel 2060. L’Italia dovrebbe essere tra i Paesi con la popolazione più numerosa al 2006, con i suoi 59 milioni di abitanti, preceduta soltanto dal Regno Unito (77 milioni), Francia (72 milioni) e Germania (71 milioni).

Sono le previsioni dell’Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, secondo cui tra il 2008 e il 2060 il numero annuo delle nascite dovrebbe diminuire, mentre dovrebbe aumentare quello dei decessi; in particolare nel 2015 il numero annuo delle morti sarà superiore a quello delle nascite e la crescita demografica sarà affidata solo al saldo migratorio. Tuttavia dal 2035 neppure l’immigrazione riuscirà a compensare la diminuzione della popolazione europea.

Inoltre gli abitanti dell’Ue dovrebbero continuare ad invecchiare e nel 2060 il 30% della popolazione dell’Ue avrà da 65 anni in su. In particolare nel 2008 gli ultraottantenni sono il 4,4%; nel 2060 dovrebbero raggiungere il 12,1%; il numero degli ultrasessantacinquenni passerà dal 17,1% del 2008 al 30,0% nel 2060. In Italia le persone con più di 65 anni nel 2060 saranno il 32,7% contro l’attuale 20,1% e coloro che avranno più di 80 anni passeranno dal 5,5% al 14,9%. Ci sono comunque differenze tra i vari Paesi.

Tra il 2008 e il 2060 la popolazione dovrebbe aumentare in 13 Stati membri e diminuire in 14. La crescita più forte dovrebbe averla Cipro (+66%), seguito da Irlanda (+53%), Lussemburgo (+52%) e Regno Unito (+25%); i declini più pesanti ci saranno in Bulgaria (-28%), Lettonia (-26%), Lituania (-24%) e Romania (-21%).

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