SOCIETA’. Europa sempre più vecchia, la Commissione pensa a nuove politiche

L’invecchiamento demografico dell’Europa è ormai un dato oggettivo e prima che la generazione del baby-boom diventi vecchia c’è bisogno di elaborare una nuova strategia sociale. E’ questo in sintesi il succo della comunicazione adottata oggi dalla Commissione Ue per far fronte appunto alla sfida dell’invecchiamento demografico.

Si stima che da qui al 2060 le spese pubbliche legate all’invecchiamento peseranno sul Pil quasi il 5% in più. Oggi per ogni persona con più di 65 anni ce ne sono 4 in età lavorativa; entro il 2060 ci saranno due persone in età di lavoro per ogni ultrasessantacinquenne. A partire da 2015 i decessi saranno più numerosi delle nascite e nel 2060 la popolazione ultrasessantacinquenne rappresenterà il 30% del totale contro il 17% attuale. L’invecchiamento più significativo della popolazione europea è atteso per il periodo tra il 2015 e il 2035.

La risposta a tutto questo deve essere cercata in riforme strutturali che puntino a ridurre il debito pubblico, ad innalzare il tasso di occupazione e di produttività, ad elaborare nuove politiche per la previdenza e le cure sanitarie.

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