SOCIETA’. Federalismo fiscale, ANCI: sindaci del Nord dicono no a subalternità dei comuni

Si ad un Federalismo a trazione comunale, no ad una finanza derivata regionale. Questo l’appello lanciato dal seminario sul Federalismo fiscale organizzato oggi da ANCI Emilia Romagna e ANCI Nazionale a Reggio Emilia. Lo riferisce ANCI in una nota. L’ANCI ha chiesto che vengano apportate immediatamente le correzioni agli articoli 9, 10 e 11 della bozza Calderoli che ieri sono state esposte in una riunione tecnica con il Governo. "La bozza Calderoli, approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, è stata giudicata – ha spiegato l’Associazione – dai Sindaci del Centro Nord troppo generica e poco precisa per quello che riguarda il futuro della finanza locale, rimesso tutto alle decisione dei decreti delegati. Allo stesso tempo il sistema che si sta delineando mette le Regioni al centro del sistema istituzionale ed amministrativo e pone i Comuni in una condizione di subalternità amministrativa e fiscale".

"La condivisione del testo – ha dichiarato Graziano Del Rio, Sindaco di Reggio Emilia nel corso del suo intervento – è un obiettivo di tutti e per tutti; vanno concordate le modalita’ di applicazione del nuovo assetto finanziario. Manca per i Comuni l’individuazioni di funzioni e quindi le relative fonti di funzionamento. Questo disegno di legge prevede che le Regioni si organizzano e i Comuni si arrangiano”.

Secondo L’ANCI occorre cambiare marcia, puntare sui Comuni come primo e fondamentale livello di governo. E’ necessario lasciare a livello comunale le risorse prodotte per garantire servizi di qualità, abbandonando il criterio della spesa storica. "I Comuni – ha sottolineato l’Associazione – non vogliono più trasferimenti né nazionali né regionali. Quello che chiedono è autonomia tributaria e fiscale".

”Da parte dei Comuni dell’ANCI – ha detto il Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati – sono emerse anche questa mattina ipotesi di metodo. Sarebbe opportuno considerare la bozza Calderoli non come il testo dal quale partire, ma una base per una discussione più ampia, che reintroduca il tema del Federalismo quanto tale e del Welfare collegato al Federalismo fiscale.”

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