SOCIETA’. Fondazione Leone Moressa: il 38% degli stranieri vive sotto soglia povertà

Il 38% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà, contro il 12,1% delle famiglie italiane. Il reddito mediao percepito dalle famiglie straniere, che ammonta a 17,4mila euro, contro i quasi 33mila delle famiglie italiane, non permette loro di risparmiare, dal momento che i consumi superano, anche se di poco, le entrate familiari. Entrate che vengono destinate, tra le altre cose, al pagamento dell’affitto dal momento che solo l’11,3% delle famiglie straniere è proprietaria dell’abitazione di residenza.

Questi alcuni risultati di un’indagine realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha confrontato la struttura dei redditi, del consumo, del risparmio e dell’indebitamento delle famiglie straniere con quelle delle famiglie italiane, partendo dall’indagine 2009 della Banca d’Italia sui Bilanci delle famiglie italiane.

Il dato allarmante è quello sul livello di risparmio delle famiglie: per quelle straniere è addirittura negativo (-362 euro), mentre gli italiani riescono a risparmiare circa 8,8mila euro all’anno. Per quanto riguarda i consumi, il comportamento delle famiglie straniere non differisce di molto rispetto a quello delle famiglie italiane (se non per l’importo annuo). La quasi totalità dei consumi è destinata a spese per beni non durevoli: 94,9% per le famiglie straniere contro il 93,1% di quelle italiane. Il rimanente per la spesa di beni durevoli: 5,1% per gli stranieri, 6,9% per gli italiani.

Rispetto all’indebitamento, i numeri non differiscono di molto tra stranieri e italiani: il 15% delle famiglie straniere si indebita per l’acquisto di beni di consumo (contro il 13,2% di quelle italiane) e l’11,2% per l’acquisto di immobili (contro il 12,7% di quelle italiane).

"Lo stato di povertà in cui versano molte delle famiglie straniere che risiedono in Italia – affermano i ricercatori della Fondazione – indica chiaramente l’esistenza di una marginalità sociale che non va sottovalutata. La distanza tra famiglie italiane e straniere, in relazione all’entità e alla struttura dei redditi e alle forme di risparmio e di investimento, rende evidente le caratteristiche delle attuali disuguaglianze. La crisi economica in atto, che ha dimostrato come gli stranieri siano stati l’anello debole del mercato del lavoro, rischia di far privare gli stranieri dell’unica fonte di reddito cui le famiglie possono fare affidamento: il reddito da lavoro dipendente. Senza lavoro, oltre a perdere la regolarità del soggiorno in Italia, gli stranieri vedranno peggiorare la propria situazione economica, aggravando il loro livello di benessere e creando nuova povertà".

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