SOCIETA’. G8, i punti salienti delle prime conclusioni

Ridurre del 50% le emissioni di Co2 entro il 2050 per frenare il riscaldamento globale del pianeta; aumentare la produzione e distribuzione del greggio per far fronte al rischio di crisi dell’economia mondiale. Questi sono i principali accordi raggiunti finora durante i lavori dei Grandi 8.

Dopo serrate trattative è stato varato un documento comune sui cambiamenti climatici che fissa gli obiettivi di medio e lungo termine, coinvolgendo le potenze emergenti e i circa 200 paesi che partecipano in sede Onu alle discussioni sul clima. Si può dire che a un anno di distanza dal vertice scorso in Germania, i leader del G8 sono passati "dal prendere seriamente in considerazione" la possibilità di affrontare il riscaldamento climatico fissando obiettivi di riduzione delle emissioni, all’inserire questa soluzione in un documento ufficiale.

Al centro dell’attenzione internazionale è stata poi la dichiarazione sull’economia mondiale, in cui si fa un’analisi preoccupata della situazione globale, pur mantenendo una posizione di fiducia verso una ripresa a lungo termine. I leader del G8 sono "seriamente preoccupati" dal caro-petrolio e dal conseguente aumento dei prezzi del carburante che rischia di "minare l’economia mondiale". Un’altra "forte preoccupazione è per gli alti prezzi delle materie prime, che impongono una seria sfida alla crescita stabile dell’economia globale, aumentando le pressioni inflazionistiche e mettendo in crisi i più vulnerabili". Per affrontare il caro- petrolio il G8 ha lanciato un appello all’Opec, l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, affinché in questa fase essa aumenti la produzione e la distribuzione del greggio.

C’è stata poi un’importante discussione sulla necessità di allargare il G8 alle potenze emergenti; nei giorni scorsi il Presidente francese Nicolas Sarkozy aveva parlato della possibilità di creare un G10 o un G13, allargando a Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica. Sia il presidente americano George W. Bush sia il premier italiano Silvio Berlusconi hanno pubblicamente precisato di essere contrari ad ogni ipotesi di un allargamento della formazione del G8 e da 3 Paesi non ancora noti è arrivata un’opposizione alla proposta.

Il documento sul cambiamento climatico è consultabile cliccando qui

Il documento d’analisi sull’economia globale è consultabile cliccando qui

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