SOCIETA’. G8, le richieste di ActionAid

A fine 2008, il numero dei poveri rischia di raggiungere i 950 milioni rispetto agli 850 milioni attuali. In occasione dell’incontro dei leader degli 8 paesi più ricchi del mondo, che ha preso il via oggi ad Hokkaido, in Giappone, ActionAid International lancia un appello su più fronti.

L”organizzazione internazionale considera positivamente l’impegno annunciato dal Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso di investire un miliardi di euro a sostegno dell’agricoltura nei paesi in via di sviluppo. La richiesta di ActionAid, però, è quella di innalzare gli aiuti all’agricoltura dal 3% degli aiuti totali devoluti nel 2006 al 10% entro il 2012. L’organizzazione internazionale, inoltre, invita i leader del G8 ad impegnarsi a contenere i futuri aumenti delle temperature globali al di sotto dei 2 gradi Celsius; per questo gli Stati Uniti, che sono il paese più inquinante, devono ridurre le emissioni entro il 2050 almeno dell’80% rispetto al 1990.

ActionAid chiede ai paesi del G8 di fornire almeno 55 miliardi di dollari dei 67 annuali necessari, secondo le stime, alla lotta ai cambiamenti climatici; il G8 deve impegnarsi ad assistere i paesi in via di sviluppo nell’accesso alle tecnologie ecosostenibili, con un finanziamento aggiuntivo all’aiuto allo sviluppo d’oltreoceano e con progetti locali che forniscano l’accesso all’energia e siano rivolti principalmente alle donne. Inoltre, come sostiene la valutazione dell’Executive Board della Banca Mondiale, a partire dal 2008 questa dovrebbe "ritirare gradualmente gli investimenti nella produzione del petrolio e destinare le sue scarse risorse agli investimenti nello sviluppo di fonti di energia rinnovabili, a progetti di riduzione delle emissioni, a tecnologie ecosostenibili, alla conservazione e all’efficienza dell’energia e ad altri progetti in cui l’uso di energia non sia legato ad emissioni di gas serra.

Per quanto riguarda il settore agricolo, i paesi del G8 devono consentire ai paesi in via di sviluppo di ricostruire e sostenere la propria agricoltura e i piccoli agricoltori. Secondo ActionAid c’è bisogno di concordare un piano per aumentare l’aiuto all’agricoltura del G8 entro il 2012, per fornire almeno 21 miliardi di dollari oltre ai 30 miliardi che la Fao sostiene siano necessari affinché l’agricoltura dei paesi in via di sviluppo riprenda a funzionare. "Il G8 non deve essere tentato dalle sirene delle grandi multinazionali di sementi e fertilizzanti ed investire negli Ogm solo per aumentare i raccolti". C’è bisogno invece di sviluppare e portare su scala industriale metodi agricoli organici e meno costosi.

L’organizzazione internazionale contro la povertà nel mondo spinge per la cancellazione del 100% dei debiti insoluti di tutti i 65 paesi IDA (International Development Association) senza condizionalità economiche e per la sostituzione degli aiuti umanitari in donazioni in denaro al World Food Programme o ai governi locali, per comprare cibo a livello locale o regionale. Ovunque i prezzi di cibi e dei prodotti alimentari di più largo consumo sono schizzati alle stelle.

Dagli studi effettuati dall’organizzazione internazionale i prezzi globali del cibo sono cresciuti complessivamente dell’83% nei 36 mesi fino a febbraio 2008. Dal 2006, il prezzo del frumento è aumentato del 107%, il prezzo del riso del 38%, e quello del mais del 76%. I prezzi internazionali dei raccolti oscillano in base a quelli delle materie prime e questo causa un aumento nei prezzi della vendita al dettaglio di beni basilari come pane, pasta, carne e latte.

Secondo una stima della Banca Mondiale solo nel 2008 ci saranno 100 milioni di bambini al di sotto della soglia di povertà di un dollaro. Uno studio del 2001 ha mostrato che per ogni punto percentuale di aumento del prezzo del cibo, il consumo dello stesso nei paesi più poveri decresce dello 0,75%. Allo stesso modo, gli economisti dell’Università del Minnesota prevedono che per ogni punto percentuale di aumento del prezzo del cibo, il numero delle persone affamate nel mondo crescerà di 16 milioni. Su queste basi, ActionAid stima che, con i trend attuali, il numero di persone affamate e a rischio fame potrà arrivare a 1,7 miliardi, ovvero il 25% della popolazione mondiale.

"I leader del G8 possono e devono mettere in atto azioni coraggiose ad Hokkaido per impedire che la spirale della fame mondiale vada fuori controllo". ActionAid crede che le azioni del prossimo G8 potrebbero letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte per milioni di persone nei paesi in via di sviluppo che non riescono più a comprare o coltivare abbastanza cibo per mangiare.

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