SOCIETA’. Giochi pubblici: cresce del 19,7% la raccolta nel 2007. Codici critica lo Stato

E’ febbre da gioco quella che ha contagiato gli italiani nel 2007, almeno secondo i dati dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (Aams). Lo scorso anno, infatti, i giochi pubblici hanno fatto registrare una raccolta di 42,2 miliardi di euro (pari al 2% del Pil), segnando un incremento del 19,7% rispetto al 2006. "Lo stato implementa l’attività ludica anziché scoraggiarla". Così Codici sui dati Aams in un comunicato.

Il 2007 è stato dunque un anno ricco, le entrate erariali derivanti dai giochi si sono attestate a 7,2 miliardi di euro (+ 7,1% rispetto al 2006). A tale valore vanno aggiunti 431 milioni di euro (rispetto ai 240 preventivati) ottenuti dall’esito della gara per l’aggiudicazione dei diritti per le scommesse ippiche e sportive. Ai giocatori sono stati distribuiti in vincite circa 29 miliardi di euro rispetto ai 23 dell’anno precedente. Ma gli italiani sono davvero più ricchi con il gioco? Codici parla di "vittime del gioco" sottolineando che "mentre due terzi delle famiglie italiane non arriva a fine mese, mezzo milione rimane vittima del gioco, circa il 1,5/3 per cento dei cittadini".

"La presenza di una cospicua fetta di italiani dipendenti dal gioco – ha dichiarato il segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – è un indicatore assai preoccupante e mentre un terzo delle famiglie italiane ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese, invece di scoraggiare la pratica ludica, lo Stato si preoccupa di incentivare il cittadino a praticare quella legale. A noi questo sembra un vero e proprio controsenso, per non dire un’autentica beffa, alla quale auspichiamo che i nostri governanti pongano un freno anziché un sollecito".

L’Aams ha spiegato che "l’incremento della raccolta è per larga parte il risultato del costante recupero di quote di gioco illegale ed irregolare". Un contributo è stato poi anche dato dall’incredibile successo del Gratta e Vinci: dal 2005 al 2006 ha registrato da solo un trend di crescita superiore al 130% (18,8 miliardi di euro di raccolta nel 2007 e 2,2 miliardi di entrate erariali).
Inoltre altri fattori hanno portato al "significativo miglioramento dei risultati" secondo l’Aams:

  • una politica di progressiva riduzione delle imposte sulle scommesse sportive ed ippiche, sui concorsi a pronostico su base sportiva, sulle lotterie, sui giochi opzionali del lotto e del SuperEnalotto e sugli apparecchi da divertimento ed intrattenimento. L’aliquota media dell’imposizione sul gioco è passata, infatti, dal 22,6% del 2003 al 17,1 % nel 2007 (2 punti in meno rispetto al 2006);
  • l’avvio del mercato del gioco on line, che si è attestato quest’anno su oltre 1 miliardo di euro di raccolta;
  • la liberazione delle risorse dovuta alla diminuzione delle imposte è stata destinata all’incremento delle vincite ai giocatori, quest’anno pari a oltre il 68% della raccolta;
  • l’ammodernamento della rete di vendita grazie all’aggiudicazione dei diritti assegnati con la gara prevista dal decreto legge n. 223 del 2006 (cosiddetto "Bersani-Visco"). Ammodernamento che si accelererà ulteriormente a seguito della recente attribuzione della concessione del gioco SuperEnalotto, sulla base della gara svoltasi nel 2007 ed appena conclusasi (che comporterà vantaggi per lo Stato quantificabili in oltre 500 milioni di euro per il periodo di concessione).

 

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