SOCIETA’. Gioco d’azzardo, senatore Li Gotti: “Lo Stato biscazziere non fa una bella figura”

"Lo Stato biscazziere non ci fa una bella figura". È quanto ha detto oggi il senatore Luigi Li Gotti (Idv) parlando della relazione della Commissione Antimafia sul riciclaggio e le infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito approvata ieri dal Senato. Sotto osservazione ci sono i problemi sociali legati alla ludopatia, l’emergere cioè di una malattia da dipendenza da gioco compulsiva, in un contesto che vede numeri record per il gioco d’azzardo.

Soffermandosi sull’argomento durante la presentazione di MediaConsum, per evidenziare un contesto nel quale il Parlamento ha agito all’unanimità contrariamente a quanto accade in altri ambiti, Li Gotti ha ricordato che "in Italia c’è il record mondiale di offerta sul mercato delle slot machine: ce ne sono 400 mila. La raccolta da gioco fra il 2003 e il 2010 è stata di 309 miliardi di euro. Quest’anno si prevede di incassare 71 miliardi, l’anno scorso erano 61 miliardi". E il gioco "è il settore produttivo trainante del paese". Fin qui i numeri sul gioco legale. Poi ci sono le infiltrazioni dell’usura e della criminalità organizzata. E c’è il problema della ludopatia. "La malattia non è riconosciuta come malattia sociale ", ha detto Li Gotti, sottolineando che in un contesto di crisi e dunque di tagli "i primi reparti che cadono negli ospedali sono quelli che curano queste patologie".

Approvando il documento, il Senato ha chiesto dunque al governo di intraprendere ogni iniziativa utile per fronteggiare la crescita della dipendenza dal gioco d’azzardo. Si tratta di un fenomeno che porta "emergenze sociali", ha sottolineato il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: "Accanto all’espandersi dei luoghi con le slot machine, dalle tabaccherie agli autogrill dove si fermano a giocare intere famiglie, non bisogna dimenticare l’aumento dei Compro Oro, soprattutto al Sud. E il fatto che venga stimolato anche il gioco d’azzardo clandestino".

Sulla ludopatia le associazioni dei consumatoristanno cercando di sollevare il velo da tempo. Il Codacons ad esempio ha puntato il dito contro l’eccesso di pubblicità. "Proprio per limitare il fenomeno delle dipendenze e tutelare i giocatori, abbiamo presentato ricorso al Tar del Lazio – ha detto ieri il presidente del Codacons Carlo Rienzi – chiedendo che sia all’interno delle pubblicità, sia nelle ricevitorie, siano chiaramente indicate le probabilità statistiche di vittoria per ogni singolo gioco, in modo tale che chi gioca sia correttamente informato sulle reali possibilità di vincita".

di Sabrina Bergamini

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