SOCIETA’. Giovani, al via fondi per acquisto prima casa, per gli studenti e per i genitori precari

I giovani in Italia stanno pagando il prezzo di scelte politiche sbagliate, susseguitesi negli anni, e di una troppo scarsa attenzione verso la loro condizione. Ma non c’è solo questo; sono anche vittime di una serie di discriminazioni. Una su tutte: il contratto di lavoro. Da oltre una decina d’anni il mercato del lavoro, in tutta Europa, è andato verso la flessibilità, mentre la società non si è adattata a questo cambiamento.

Conclusione? La maggior parte dei ragazzi italiani, avendo un contratto di lavoro precario, non può acquistare una casa perché le banche concedono i mutui soltanto a chi è assunto a tempo indeterminato. Alcuni giovani non possono neanche permettersi di studiare, non avendo i soldi per l’università o per fare un qualunque corso di formazione o specializzazione. Per non parlare dei figli che, nel nostro Paese, sono diventati un lusso: il tasso di natalità è sempre più basso e, continuando così, avremo una popolazione di sessantenni, fino a quando l’Italia non scomparirà del tutto. Di fronte a questo panorama non c’è crisi peggiore.

Per questo il Ministero della Gioventù ha varato un pacchetto di iniziative, sotto il nome di "Diritto al futuro", che interviene sui temi del lavoro, della casa e della formazione delle nuove generazioni. Il pacchetto, elaborato già qualche mese fa in collaborazione con l’Abi e l’Inps, è finalmente operativo.

Da domani partono tre delle cinque azioni previste: il fondo per la casa, il fondo genitori precari e il fondo per gli studenti.

"Con queste iniziative vogliamo dire ai giovani che le istituzioni non si sono dimenticate di loro – ha detto, durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi presso il Palazzo dell’Abi, il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni – Se gettano il cuore oltre l’ostacolo troveranno il loro spazio perché gli strumenti ci sono. Quando si parla di giovani spesso ci si riferisce a cervelli in fuga o ai bamboccioni che restano a casa, mentre in mezzo c’è un grande materiale umano. Per questo i principi che hanno ispirato questo pacchetto – ha spiegato il Ministro – sono quelli dell’uguaglianza e del merito. Da una parte, infatti, rifiutiamo l’assistenzialismo fine a se stesso e dall’altra vogliamo combattere le discriminazioni che questa società infligge ai giovani in base al contratto di lavoro". Il Ministro ha spiegato nello specifico come funzionano i singoli fondi.

Per il fondo per la casa sono stati stanziati 50 milioni di euro; possono accedervi giovani coppie sposate (con o senza figli) o nuclei familiari anche mono genitoriali con figli minori; altri requisiti sono: età inferiore a 35 anni, non essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo e avere un reddito ISEE complessivo non superiore a 35 mila euro, di cui oltre la metà deve derivare da contratto di lavoro atipico. Il mutuo concesso ha un limite massimo di 200.000 euro e metà del mutuo concesso viene garantito dallo Stato. Le banche non potranno richiedere garanzie ulteriori. Ad oggi hanno aderito all’iniziativa il 40% degli sportelli presenti sul territorio nazionale, ma si prevede un’ulteriore adesione da parte dei grandi gruppi bancari. I tassi applicati ai mutui garantiti dal fondo sono particolarmente favorevoli: nel caso di mutui a tasso variabile non possono essere superiori a Euribor +150 punti base per durate uguali o superiori a 20 anni e Euribor + 120 bp per durate inferiori; nel cosa di mutui a tasso fisso non possono superare IRS + 150 bp per durate uguali o superiori a 20 anni e IRS + 120 bp per durate inferiori.

Per il fondo per gli studenti sono stati stanziati 25 milioni di euro; i finanziamenti si rivolgono a studenti tra i 18 e i 40 anni, sono erogati in rate annuali di importo non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 5.000, fino a un ammontare massimo di 25.000 euro. I finanziamenti si riferiscono a corsi e master universitari ed hanno un piano di ammortamento che inizia a decorrere dal trentesimo mese di erogazione dell’ultima rata.

Infine, il fondo per i giovani genitori precari, gestito dall’Inps, per cui sono stati stanziati 51 milioni di euro. Il fondo vuole incentivare le assunzioni di giovani genitori disoccupati o precari e vuole combattere il fenomeno dell’allontanamento delle giovani mamme dal mondo del lavoro (una donna su 4 che mette al mondo un bambino non rientra nel mercato del lavoro). L’iniziativa prevede che giovani di età inferiore a 36 anni, genitori di figli minori legittimi o adottivi, o affidatari di minori, che hanno un contratto di lavoro atipico portano al proprio datore di lavoro una dote di 5.000 euro in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato. La domanda per usufruire di tale fondo va fatta in via telematica e il contributo viene liberato già il giorno successivo. I controlli vengono fatti ex post, per agevolare i tempi e gli ostacoli burocratici.

di Antonella Giordano

 

 

 

Comments are closed.