SOCIETA’. Giovani bamboccioni? Non tutti, non troppo

"Le rappresentazioni sociali relative ai giovani sono connotate in termini soprattutto negativi: denunciano lo scadimento dei saperi diffusi, la scarsa partecipazione sociale, le dipendenze e i comportamenti a rischio, la sindrome di Peter Pan. In parte tali critiche ai giovani sono fondate ma l’eccessiva enfasi è forse lo specchio delle incertezze riguardo al futuro proprie di tutte le società". È questo l’approccio, equilibrato, con cui il Rapporto sulla condizione giovanile, presentato oggi a Torino, descrive il mondo dei ragazzi dai 14 ai 19 anni.

Inclusa nel volume "L’età delle esplorazioni necessarie", a cura dell’Osservatorio del Mondo Giovanile e del Comune di Torino, la ricerca coglie mutamenti, trasformazioni, disagi e disorientamenti delle nuove generazioni attraverso aggiornati dati socio-demografici.

Quello che ne esce è un quadro certamente non positivo, ma neanche drammatico: i bamboccioni nella fascia 25-29 anni sono oltre il 50% dei giovani e le istituzioni, scuola e famiglia in testa, sono in crisi; tuttavia ci sono ancora margini di recupero per quanti vogliano ricostruire una società della fiducia e del reciproco ascolto. Tra i maggiori ostacoli a una progettazione serena della vita da parte dei giovani il rapporto annovera l’incertezza lavorativa (oltre il 25% degli occupati alle dipendenze tra i 15 e i 29 anni ha un contratto a termine) ma anche i problemi di conciliazione studio-professione.

"Questo lavoro – spiega Vittorio Sopetto, direttore Divisione gioventù del Comune – indaga tutti i tipi di popolazioni giovanili individuandone i problemi comuni come quello dell’autonomia abitativa e/o dalla famiglia. Ed è perciò utile agli amministratori che devono modellare le politiche per i giovani su dati reali". "Noi del Comune di Torino, per esempio – conclude sempre Sopetto -, ci stiamo adoperando per questo: già durante l’elaborazione del rapporto, durata due anni, abbiamo cominciato a correggere le nostre scelte secondo le esigenze che via via emergevano".

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