SOCIETA’. Gli europei ricorrono sempre più a regimi di pensione privati. Studio Ue

Cresce nell’Europa il ricorso ai regimi di pensione privati; questa tendenza sottolinea la necessità di una nuova copertura e il bisogno di livelli di pensione adeguati. E’ il dato che emerge da uno studio pubblicato oggi dalla Commissione Ue, in occasione di una conferenza a Bruxelles dedicata al tema delle pensioni.

Dall’analisi emerge quanto siano diversi i livelli di copertura e di contribuzione tra i differenti regimi degli Stati membri. La copertura del regime obbligatorio si estende dal 25% della popolazione italiana al 100% di quella svedese, con una media europea tra il 50 e 70%. Ovviamente man mano che i regimi si sviluppano la copertura si avvicina al 100%. Per quanto riguarda i regimi di pensione professionali, la Danimarca, i Paesi Bassi e la Svezia registrano una copertura del 75% ed oltre, mentre nella maggior parte degli Stati membri è inferiore al 20% (l’Italia è tra questi).

I regimi volontari hanno una copertura generalmente limitata, ma in alcuni paesi si stanno affermando di più: in Repubblica Ceca con una copertura del 45% e in Germania, Regno Unito e Irlanda con percentuali moderate.

Il crescente trasferimento dei rischi finanziari dalle casse del datore di lavoro o dello Stato a quelle dell’individuo è il segno che si sta imponendo una maggiore educazione finanziaria. E’ questa la principale conclusione dello studio europeo. Cresce anche la considerazione dell’incidenza delle interruzioni del lavoro sui livelli di pensione e la consapevolezza che bisogna evitare le regole che permettono di accedere troppo presto alla pensione perché questo non garantisce livelli adeguati per tutto il corso del periodo pensionistico.

Infine è necessario mantenere basse le spese di gestione dei regimi privati: ad esempio una detrazione annuale dell’1% su un periodo di 40 anni di contributi rappresenterebbe il 18% del totale dei contributi al momento della pensione. E questo è troppo poco, soprattutto per le fasce più deboli.

Il Commissario Ue agli Affari Sociali, Vladimir Spidla ha spiegato: "Noi dobbiamo adattare i sistemi europei di pensione ai livelli demografici reali e al nuovo mondo del lavoro, rendendoli congruenti e adeguati. I regimi di pensione privati hanno, evidentemente, un maggior ruolo da giocare in futuro e noi dobbiamo renderli accessibili a tutti. E’ importante – ha concluso Spidla – continuare ad esaminare se è necessario un miglioramento del quadro legale per garantire pensioni migliori ai lavoratori".

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