SOCIETA’. Governo pone fiducia su dl omnibus. Comitati referendari: temono il voto

Il Governo ha posto la questione di fiducia sul decreto omnibus in discussione alla Camera dei deputati che contiene, fra l’altro, "la cancellazione del programma in materia di impianti di produzione di energia nucleare", l’intervento che dovrebbe di fatto "far saltare" il referendum per poi consentire di ripresentare il programma energetico nucleare a bocce ferme, come ha rivelato in modo esplicito il 26 aprile scorso lo stesso premier Silvio Berlusconi ("Il governo responsabilmente ha ritenuto di introdurre questa moratoria sul nucleare per far sì che si chiarisca la situazione giapponese e per far sì che magari dopo un anno o due si possa ritornare ad avere un’opinione pubblica consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare").

Sulle barricate i Comitati contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua, in presidio oggi e domani davanti Montecitorio, che parlano della "ennesima scelta antidemocratica dettata dalla paura di dare la parola ai cittadini e ricevere, come è avvenuto in Sardegna, una batosta".

I Comitati ‘Vota Sì per Fermare il Nucleare’ e ‘2 sì per l’Acqua Bene Comune’ protestano contro la questione di fiducia posta sul decreto omnibus: "Di fronte al tentativo di cancellazione di un referendum voluto dai cittadini, che riguarda un tema che giorno dopo giorno si conferma al centro delle preoccupazioni degli italiani – affermano – il governo non esita a svilire la discussione in Parlamento per imporre un finto stop al nucleare". I due comitato annunciano che il presidio "va avanti ad oltranza fino al voto: faremo sentire la voce degli italiani: quella voce che, con la censura sulla tv pubblica e con i trucchetti in Parlamento, vogliono mettere a tacere".

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