SOCIETA’. I commenti al Rapporto annuale 2008 dell’Istat

Secondo i dati Istat, diffusi oggi nel Rapporto annuale 2008, una famiglia su cinque, il 6,3% del totale, ha enormi difficoltà ad arrivare a fine mese, mentre un altro 10% è impossibilitato a risparmiare. Per Adoc sono segnali di una crisi che continua e a cui va posto rimedio, con un taglio sul costo dei carburanti e degli alimentari.

"E’ molto grave che un quinto delle famiglie italiane abbiano serie difficoltà ad arrivare a fine mese – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – è un segno che la crisi non è passata né è in procinto di farlo, nonostante venga affermato a più riprese il contrario. La diminuzione del potere d’acquisto deriva anche dalle forti speculazioni in atto sui carburanti, che si ripercuotono sui prezzi dei prodotti alimentari, di cui la maggior parte vengono trasportati su gomma".

"Inoltre – scrive Adoc in una nota – sul prezzo finale gravano anche tasse tra le più alte d’Europa. Aspettiamo ancora che il Governo mantenga la promessa, fatta lo scorso luglio, di una riduzione delle accise e del blocco dell’Iva sui carburanti. Un intervento, concreto, che potrebbe rilanciare i consumi sarebbe il taglio di 10 centesimi sia delle tasse che del prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri, per complessivi 20 centesimi. In questo modo il risparmio alla fine dell’anno per il singolo automobilista sarebbe di 180 euro l’anno solo per i carburanti.

"Considerando l’incidenza del taglio sugli alimentari, potrebbe esserci un’ulteriore riduzione del 18-20% sul prezzo di questi ultimi, per un risparmio a fine 2009 di altri 200 euro circa. A marzo, sempre secondo i dati Istat, le vendite dei prodotti alimentari sono scese del 5,6%. Quando cominciano a calare anche le vendite dei prodotti alimentari, significa che siamo arrivati alla frutta".

Confagricoltura mette invece in evidenza il fatto che nel 2008 si è "registrato un calo dell’attività in tutti i principali settori, ad eccezione di quello agricolo, che ha segnato una variazione positiva dopo tre anni di consistente flessione". L’agricoltura italiana è andata meglio di quella europea (+2,4 % il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, + 1,8% quella dell’agricoltura dei Paesi UEM- Unione Economica e Monetaria).

"Un dato importante che registra – commenta Confagricoltura – la tenuta del settore primario nel 2008; tenuta che però rischia di essere compromessa nell’anno in corso dove si avvertono fortemente i segnali della crisi, soprattutto in alcuni settori importanti, come quelli delle produzioni cerealicole, del vino ed in particolare delle produzioni zootecniche (dove non è garantita alle imprese una sufficiente redditività)".

 

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