SOCIETA’. I lettori secondo l’Istat: oltre 25 mln, soprattutto donne, di più a Nord

Alla vigilia dell’apertura del Salone internazionale del Libro di Torino, in calendario da domani fino al 17 maggio, l’Istat pubblica una ricerca che fotografa la diffusione della lettura, e il profilo dei lettori, in Italia. Nel 2009 il 45,1% della popolazione di 6 anni e più, pari a oltre 25 milioni 300 mila persone, dichiara di aver letto almeno un libro. Si tratta però soprattutto di lettori "deboli", che leggono pochi libri nell’arco dell’anno: "Se definiamo "lettori deboli" coloro che hanno letto al massimo 3 libri nei 12 mesi precedenti l’intervista e "lettori forti" coloro che hanno letto 12 o più libri nello stesso arco temporale, – rileva infatti l’Istat – i lettori di libri si confermano fondamentalmente deboli: il 44,9% ha infatti dichiarato di aver letto fino a 3 libri nell’ultimo anno, mentre solo il 15,2% ne ha letti 12 o più".

Emerge dai dati una differenza di genere: le donne leggono più degli uomini. Le lettrici, infatti, sono il 51,6% rispetto al 38,2% dei lettori. Le differenze di genere sono presenti in tutte le fasce di età e risultano molto forti tra i 20 e i 24 anni, dove la quota di lettrici supera il 66%, mentre quella dei lettori si attesta al 39,2%.

Influisce il titolo di studio: si va dall’80,6% di lettori fra i laureati al 28,4% tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio. Leggono di più, in base alla professione, dirigenti, imprenditori, liberi professionisti, studenti, direttivi quadri e impiegati.

Le differenze si ripropongono a livello territoriale, dove le quote più alte di lettori di libri si registrano al Nord (quasi il 52% della popolazione di 6 anni e più ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista), e al Centro (48%). "Nel Sud e nelle Isole, invece, – rileva l’Istat – la quota di lettori scende rispettivamente al 34,2% e al 35,4%. Esiste, inoltre, una significativa variabilità regionale nei livelli di lettura: se Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia fanno registrare livelli di lettura superiori al 56%, Marche, Umbria e tutte le regioni del Mezzogiorno si attestano al di sotto della media nazionale. In particolare, agli ultimi posti si collocano Calabria (34,3%), Puglia (33,1%), Campania (32,9%) e Sicilia (31,5%)".

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