SOCIETA’. I numeri di Accredia per la Giornata Mondiale dell’Accreditamento

Le imprese italiane credono nella certificazione sotto accreditamento e lo comunicano tutti i giorni. Per le aziende, infatti, la certificazione è lo strumento che permette di migliorare l’organizzazione e riconoscere qualità al Made in Italy. E i consumatori italiani conoscono i marchi più famosi e scelgono in base alla qualità. Il numero dei professionisti certificati è in forte aumento.

E’ questo il quadro proposto da Accredia, Ente Unico Nazionale di Accreditamento, per la Giornata Mondiale dell’Accreditamento che si celebra oggi, 9 giugno, promossa dall’International Accreditation Forum (Iaf) e dall’International Laboratory Accreditation Cooperation (Ilac) per aumentare la consapevolezza dell’importanza delle attività di accreditamento.

Accredia, nata alla fine del 2009 dalla fusione di Sincert e Sinal, in attuazione del Regolamento CE 765/2008, ha il compito di valutare la competenza degli operatori di valutazione della conformità (organismi e laboratori), accertandone la conformità a regole obbligatorie e norme volontarie, per assicurare il valore e la credibilità di certificazioni di qualità, ispezioni, prove di laboratorio e tarature di strumenti e apparecchiature.

Ecco alcuni numeri di Accredia: sono oltre 144 mila i siti produttivi certificati, mentre aumentano costantemente le certificazioni di prodotti, oltre 100 mila, in particolare nel settore agro-alimentare; 80 mila, infine, le figure professionali certificate, tra cui auditor, progettisti, addetti a macchinari speciali e anche nuove figure professionali come il chinesiologo e il certificatore energetico degli edifici. Il giro d’affari degli organismi di certificazione e ispezione è stimato in 750 milioni di euro.

Alla vigilia dei quesiti referendari e in tema d’energia, si segnala la crescita del settore della produzione e distribuzione di energia elettrica (+70%), produzione e distribuzione di gas (+4%) e soprattutto produzione e distribuzione di acqua (+11%). In questi settori la certificazione risponde spesso anche alle esigenze della controparte business, rappresentata da industrie o gruppi industriali che richiedono ai propri fornitori l’adozione di un sistema qualità, che garantisca i risultati della fornitura consentendo una semplificazione dei controlli alla fonte.

Crescono anche le certificazioni nei settori dell’intermediazione finanziaria (+85%), della fabbricazione di: prodotti farmaceutici (+28%), prodotti in gomma e plastica (+15%); alimenti, bevande e tabacco (+4%). Un dato importante è la crescita delle certificazioni delle attività legate al recupero e riciclo dei materiali che raggiungono un +28%.

Tra il 2010 e il 2011, sono invece calate le certificazioni nel settore della produzione di mobili e arredamento e della produzione di articoli sportivi (-60%) e della produzione di auto e moto veicoli (-44%), dei settori commercio all’ingrosso e al dettaglio (-26%) e trasporti (-27%): settori che più fortemente risentono del calo dei consumi quotidiani.

 

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