SOCIETA’. Il 10/10/2010 la Giornata mondiale contro la pena di morte

Domenica, 10 ottobre 2010, si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte. Per l’occasione il Parlamento Europeo ha adottato, quasi all’unanimità, una risoluzione che chiede una moratoria mondiale sulle esecuzioni, condannando l’uso della pena capitale in ogni caso e in qualsiasi circostanza. "La pena di morte non può mai essere considerata un atto di giustizia", ha detto il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzey Buzek, ricordando che "nel mondo sono 43 i paesi che mantengono la pena di morte".

Cina, Iraq e Iran registrano il maggior numero di esecuzioni: soltanto in Cina sono state eseguite circa 5.000 condanne, l’88% del totale delle esecuzioni nel mondo; in Iran sono state messe a morte almeno 402 persone, in Iraq almeno 77 e in Arabia Saudita 69. Trentacinque dei 50 Stati degli USA praticano la pena capitale. La Bielorussia è il solo paese europeo che continua a utilizzare la pena di morte, mentre la Lettonia permette di imporre la pena di morte per taluni reati in presenza di circostanze eccezionali.

Gli eurodeputati chiedono "all’UE e ai suoi Stati membri di assicurare l’applicazione della risoluzione delle Nazioni Unite su una moratoria universale delle esecuzioni, in vista della piena abolizione della pena di morte in tutti gli Stati che ancora la praticano". L’Unione Europea è il finanziatore principale delle organizzazioni della società civile che si occupano di combattere contro la pena di morte, che rappresenta una delle priorità della politica estera europea, nel contesto dello Strumento europeo per la democrazia e diritti dell’uomo, che ha finanziato, dal 1994 a oggi, più di 30 progetti in tutto il mondo, con un bilancio complessivo di oltre 15 milioni di euro.

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