SOCIETA’. Il Parlamento Ue si oppone agli stereotipi di genere nei media

Basta con le pubblicità sessiste. E’ la proposta del Parlamento Ue che ha approvato oggi, con 504 voti favorevoli e 110 contrari, una relazione che chiede di eliminare gli stereotipi di genere nei media. La relatrice Eva-Britt Svensson ha sottolineato che, nonostante i vari programmi comunitari sulle pari opportunità, esistono ancora molti stereotipi di genere, soprattutto nei media e, purtroppo, pubblicità e marketing riflettono la cultura e spesso contribuiscono a crearla.

Per questo il Parlamento chiede norme e codici di condotta che vietano la pubblicità con messaggi discriminatori, sollecitino i pubblicitari a limitare il ricorso a modelle "anoressiche" poiché la rappresentazione dell’ideale corporeo nella pubblicità e nel marketing "può influire negativamente sull’autostima delle donne e degli uomini", in particolare delle adolescenti e di quante sono esposte al rischio di disordini alimentari. Secondo i deputati la presenza di stereotipi negli spot pubblicitari trasmessi durante i programmi per bambini costituisce "un vero problema a causa delle sue potenziali ripercussioni sulla socializzazione di genere e, di conseguenza, sul modo in cui i bambini vedono se stessi, i propri familiari e il mondo esterno".

E’ importante eliminare i messaggi che ledono la dignità umana e che contengono stereotipi di genere veicolati dai testi scolastici, dai giocattoli, dai videogiochi per PC e console, da Internet e dalle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione (TIC) e dalla pubblicità trasmessa dai vari tipi di media. Preoccupante è anche l’offerta di prestazioni sessuali sulla stampa, compresi i quotidiani locali, che rafforzano lo stereotipo della donna-oggetto, e sono "visibili ed accessibili ai minori".

Infine la relazione propone di introdurre un premio dell’industria pubblicitaria rivolto ai propri appartenenti e un premio del pubblico per i messaggi pubblicitari che si allontanano maggiormente dagli stereotipi sessisti "per dare un’immagine positiva e valorizzante delle donne, degli uomini e dei rapporti fra i due sessi". Gli Stati membri dovranno poi lanciare campagne di sensibilizzazione contro gli insulti a sfondo sessista o le immagini degradanti della donna e dell’uomo nella pubblicità e nel marketing. Non è stata approvata la proposta di istituire organi nazionali preposti al monitoraggio dei media.

Comments are closed.