SOCIETA’. Il volontariato si dà le regole per rendicontare le proprie azioni

Il ruolo e la responsabilità assunte dalle organizzazioni di volontariato esigono che siano rese chiare e trasparenti le azioni, i bilanci, la capacità di realizzare la propria missione, l’entità delle risorse ricevute e il loro uso. È per questo obiettivo, ed è da questa considerazione, che sono state elaborate le "Linee guida per la redazione del bilancio di missione e del bilancio sociale delle organizzazioni di volontariato": un documento, frutto di un lavoro di ricerca iniziato da qualche anno, presentato oggi a Roma dal CSVnet (Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato), elaborato a partire dalle linee guida per le organizzazioni non profit prodotte dall’Agenzia per le onlus. Il documento intende dunque evidenziare le linee guida per redigere il bilancio di missione e il bilancio sociale, documenti con i quali le organizzazioni di volontariato sono chiamate a rendicontare il perseguimento della propria missione istituzionale e, in senso più ampio, responsabilità, impegni, risultati ottenuti. Chi sostiene l’organizzazione, i destinatari, l’intera società – si legge nel documento – "devono avere la possibilità di sapere quante risorse pervengono all’organizzazione, quale è la loro provenienza, come vengono utilizzate, quali risultati producono".

"Spesso ci si accusa – ha detto Marco Granelli, presidente di CSVnet – di autoreferenzialità e in parte è vero: bisogna dunque riuscire a vivere la cultura del rendiconto perché dobbiamo fare lo sforzo di identificare alcuni nostri aspetti e di comunicarli". Tutto questo, con un doppio obiettivo: semplificare le procedure di rendicontazione cui le organizzazioni sono chiamate e misurare il "valore sociale aggiunto" prodotto dal volontariato.

Principi fondamentali della rendicontazione sono la neutralità, la coerenza e l’inclusione: "il bilancio sociale deve essere imparziale e indipendente da interessi di parte o da particolari condizioni; deve essere esplicitamente descritta la conformità fra finalità, valori dichiarati ed effettivo operato; devono essere identificati tutti gli stakeholders e specificato il modo in cui è stata data risposta ai loro diritti, aspettative ed interessi legittimi". La struttura del documento prevede, per la rendicontazione, una sezione dedicata all’identità dell’organizzazione di volontariato seguita da sezioni relative a governo e risorse umane, risorse economico-finanziarie e dotazione patrimoniale, perseguimento della missione, attività strumentali e altre questioni rilevanti per gli stakeholders.

L’esigenza di rendicontazione, che si è affermata solo negli ultimi anni fra le organizzazioni di volontariato, ha in realtà "radici antiche": è quanto ha evidenziato nel corso dell’incontro Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per le onlus e professore di economia politica. Qual è la differenza fra diversi tipi di bilancio? "Con il bilancio di esercizio diamo conto, con il bilancio sociale teniamo conto. Si può dare conto senza tenere conto dei bisogni della società civile alla quale ci rivolgiamo": da un lato si tratta di trasparenza, dall’altro il concetto si modifica e si identifica con quello che in inglese si chiama "accountability", ovvero tenere conto dei bisogni e delle esigenze della comunità cui ci si rivolge. In pratica, come evidenziano le linee guida, l’accountability è "il dovere di informare tutti gli interessati su come si è adempiuto alle responsabilità nei loro riguardi".

La rendicontazione serve dunque a tutte le parti in causa, come ha evidenziato Zamagni nella sua relazione: al volontario e alla sua organizzazione, al destinatario, ai donatori e agli enti pubblici. In particolare vale per il donatore, che può essere il cittadino o l’organizzazione bancaria, la regola fondamentale del fund raising: "La regola è che i soldi – ha detto Zamagni – non vanno a chi ha bisogno ma a chi dimostra di soddisfare i bisogni". E alla fine del percorso, c’è l’obiettivo di misurare le ricadute positive prodotte dal volontariato: "Dobbiamo riuscire a mostrare il valore aggiunto sociale che il volontariato produce".

Fra le novità annunciate dall’Agenzia per le onlus, l’emanazione entro ottobre di linee guida per la redazione del bilancio sociale e di missione, per la raccolta fondi e per il sostegno a distanza.

di Sabrina Bergamini

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