SOCIETA’. Imprenditori immigrati, Unioncamere: 250 mila in Italia

L’imprenditoria immigrata rallenta ma non frena la sua vitalità, con un aumento dell’1,7% di imprese nel periodo aprile-giugno. In Italia sono infatti 250mila i piccoli imprenditori titolari di aziende individuali che al 30 giugno scorso risultavano iscritti ai registri delle Camere di commercio, pari al 7,3% di tutte le aziende di questo tipo. È quanto registra la rilevazione trimestrale di Unioncamere Movimprese.

Da dove vengono le imprese immigrate? Per il 39,6% dall’Africa, con capofila Marocco seguito a distanza da Senegal, Tunisia, Egitto e Nigeria. Seguono i titolari di imprese di nazionalità europea (26,1%) e asiatica (23,5%).

Le attività più gettonate dagli imprenditori immigrati sono senza dubbio quelle del commercio: 106.719 le aziende rilevate alla fine di giugno, pari al 43,2% di tutte quelle con un titolare nato al di fuori dell’Ue. Seguono quelle connesse con le costruzioni (27,2%) e quelle manifatturiere (11,2%). Complessivamente, in questi tre settori opera l’82,3% di tutti i titolari immigrati.

La Toscana è, dal punto di vista territoriale, terra di elezione: a Prato in particolare le imprese di immigrati sfiorano il 32% di tutte le imprese individuali del territorio. Oltre a Toscana, Lombardia e Liguria registrano una presenza di imprese di immigrati superiore al 10%.

"L’impresa è uno strumento fortissimo di promozione e di aggregazione sociale, e lo è ancora di più quando ad esserne protagonisti sono dei cittadini immigrati – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – A questi piccoli e coraggiosi imprenditori non dobbiamo far mancare l’appoggio indispensabile delle istituzioni, perché con le loro iniziative possono dare un contributo importante all’affermazione di un modello di integrazione tutto italiano, centrato sul valore del territorio e della piccola impresa".

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