SOCIETA’. Imprese funebri, Sefit: “In Italia sono 6.500, l’86% in più rispetto a 10 anni fa”

In Italia ci sono 6.500 imprese funebri: in 10 anni, a fronte di una sostanziale stabilità della domanda di "servizi", il settore è cresciuto dell’86%. Servizi necroscopici, settore funebre, cremazione, cimiteri, la filiera del settore funerario è molto complessa. Nasce quindi per fare chiarezza il "Libro bianco sul settore funerario italiano". Presentato a Roma dal Sefit (Servizi funerari pubblici italiani), il libro vuole offrire elementi di confrontabilità, corretta informazione sui servizi e approfondimenti sulle tematiche proprie del settore funebre.

In dieci anni il numero delle imprese presenti nel settore funebre è cresciuto dell’86%, passando da 3.500 operatori economici a 6.500. Questo ha portato ad una riduzione del numero di servizi funebri annuo per operatore che è passato da 157 servizi/anno del decennio scorso agli attuali 85 servizi/anno. Una "polverizzazione" secondo il Sefit che rappresenta uno svantaggio per il cliente. Infatti, da un lato la crescita "ha incrementato la virulenza della concorrenza e delle sue conseguenze negative quali l’accaparramento, la minore strutturazione degli operatori funebri e della qualità del servizio, l’evasione fiscale; dall’altro "non ha prodotto una diminuzione dei costi finali per la clientela bensì un aumento giustificato con la necessità di ricoprire la minore redditività annua delle imprese".

Sempre più italiani scelgono la cremazione: la percentuale nazionale di questa pratica funeraria è del 10%. Si tratta di un trend in crescita, un dato però da leggere con attenzione perché presenta "disomogeneità" rispetto al territorio. Dei meno di 50 impianti di cremazione presenti in Italia, infatti, la maggior parte si trova al centro-Nord. Al Sud gli unici impianti si trovano a Bari, Palermo, Cagliari, Sassari e uno in provincia di Salerno.

"A livello europeo – spiega il Sefit nel libro – è stata adottata una norma di standardizzazione che, seppure risenta di esperienze di altri Paesi in cui il settore funebre è, in genere, maggiormente strutturato ed operante in termini di filiera completa, presenta spunti di qualità che possono costituire un indirizzo per una crescita qualitativa, norma di standardizzazione che non è pressoché nota, né applicata, in Italia."

In conclusione, per Sefit è necessaria la definizione di alcuni principi di ordine generale che costituiscano il quadro di riferimento per intervenire in modo coerente su tutta la filiera del settore funebre. In particolare, "molto importante è la definizione dei requisiti minimi per l’esercizio" , la lotta all’evasione fiscale, l’individuazione di un soggetto per la gestione dei servizi necroscopici delle strutture sanitarie che svolga una funzione di controllo e il raggiungimento della coerenza e "non irrazionalità" delle norme regionali.

A cura di Laura Muzzi

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