SOCIETA’. In fuga dal carovita, è boom del turismo dentistico

Rifarsi la bocca a prezzi contenuti. È questa la nuova tendenza del turismo sanitario, realtà in espansione favorita dal crescente carovita. Dalla Romania all’Ungheria fino alla lontana Thailandia sono sempre di più gli studi dentistici che offrono otturazioni, dentiere e ponti a clienti stranieri attraverso agenzie specializzate. E in Italia è boom. A convincere è soprattutto il notevole risparmio economico che garantirebbero questi centri (fino al 60%), unito alla lunga tradizione odontoiatrica di alcune nazioni.

Holident, azienda italo-ungherese che, a differenza di altre, non si nasconde dietro siti nebulosi ma ha sede a Milano, per esempio, offre dei veri propri tour a Budapest con precise garanzie sulla qualità dei lavori di tre studi differenti. Per rassicurare totalmente i pazienti, inoltre, promette, in caso di necessità, assistenza post operatoria gratuita presso dentisti italiani convenzionati.

Giuseppe, impiegato, si è affidato alla Holident ed è soddisfatto: "In due giorni mi sono rifatto la bocca – racconta – qui avrei impiegato anni". A conferma il titolare dell’agenzia, Attila Kiss, spiega: "I nostri pazienti, spesso, hanno rimandato per anni interventi importanti, a causa dei costi eccessivi". Offrono lo stesso genere di servizi, appoggiandosi ad altri professionisti anche la Silom Dental, che porta gli italiani fino a Bangkok, e la Dental Tourism, che si affida a dentisti ungheresi; la maggior parte dell’aziende si occupa anche della prenotazione di voli e alberghi, arricchendo quindi la proposta sanitaria con assistenza turistica.

Sulla questione, però, l’Associazione nazionale dentisti italiani è prudente. "Il turismo dentale nasce da una situazione di crisi economica in cui il pubblico non è in grado di rispondere alle richieste dei cittadini e i costi del privato sono molto alti – dice il presidente Roberto Callioni, intervistato ieri da Il Giornale -. Ma in Italia offriamo garanzie di sicurezza che non sempre si ritrovano all’estero. In alcuni casi abbiamo dovuto rifare da capo lavori eseguiti nei paesi dell’Est: bisogna stare attenti".

 

 

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