SOCIETA’. Infrastrutture, Unioncamere: Italia a due velocità

Trieste, Varese, Roma e Firenze sono le province meglio "attrezzate" per le imprese e le famiglie. Nuoro, Oristano, Isernia e Matera quelle in cui la dotazione di infrastrutture è più carente. Sono alcuni dei dati presentati nel corso della 127ª Assemblea di Unionacamere che ha evidenziato ancora una volta il gap tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

"L’immagine dell’Italia che affiora dalle nostre analisi – ha commentato Andrea Mondello, presidente di Unioncamere – è quella di un Paese a un bivio. L’alternativa è tra imboccare l’autostrada per la modernità, oppure rimanere sulla vecchia provinciale. Questo deve essere il tempo della responsabilità e come Camere di commercio stiamo già dando il nostro contributo, con la creazione di uno strumento finanziario di sistema, per rispondere concretamente ai bisogni di tante imprese che chiedono di poter affrontare il mercato contando su risorse e garanzie adeguate, e con la costituzione di una holding di sistema, per valorizzare i tanti investimenti in infrastrutture locali delle Camere di Commercio e metterli così al servizio del sistema Paese".

Secondo il Rapporto Trieste, Varese, Roma e Firenze si pongono saldamente in cima alla classifica nazionale per dotazione di infrastrutture economiche (trasporti al netto dei porti; energia e ambiente; Tlc; reti bancarie e di servizi) e sociali (scuole e università, ospedali, strutture per la cultura e il tempo libero), confermando un primato già segnato nel 2000. Tuttavia restano salde le due velocità. Solo 33 province presentano un indice di dotazione infrastrutturale complessiva pari o superiore alla media. Tutte le altre, la stragrande maggioranza delle quali del Mezzogiorno, evidenziano deficit più o meno grandi.

 

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